Due giorni
fa ti ho visto per la prima volta. Per la prima volta ho visto il tuo profilo,
il tuo nasino…a “patata”, così l’ha definito la tua mamma. Per me era
bellissimo, sei piccola e tonda. La tua mamma è venuta da me e mi ha detto: “vuoi
vedere le sue prime foto?”. Ed eccola tirare fuori dalla borsa degli scatti
dell’ecografia. Prima un’insieme di macchie nere e bianche, qualcosa di tondo
che dovrebbe essere la tua testolina e poi in fondo, per ultima, la foto più
chiara. C’eri tu, il tuo corpicino, il nasino, la tua bocca, le manine. Dice
che sei grande quanto dovresti e anzi ti stai pure posizionando per uscire. Non
avere fretta amore mio, noi ti stiamo aspettando e non sai quanto. Sei la luce
dopo anni di problemi e buio, sei la mia luce. Questo 2015 è meraviglioso già
soltanto perché mi regalerà te, ora so di non essere sola. Non vedo l’ora di
poterti stringere. Quando la tua mamma e il tuo papà mi hanno detto che saresti
arrivata io lo sapevo che eri una femminuccia. L’ho detto subito: è la mia nipotina. Gli altri erano convinti fossi
un maschietto, ma io lo sapevo: me lo sentivo nel cuore. Sarai una donna
speciale, crescerai forte, sicura, amata e protetta. Sarai indipendente.
Crescerai in un mondo dove essere uomini conta ancora più che essere donne, ma tutta
la fatica di questi anni di lotta non sono stati inutili. Tu sarai tu, una donna rispettata e occuperai un posto importante nella società e non perché
sei la figlia di …o la moglie di…sarai una donna unica. Lo sarai perché già ti
amo e non potrebbe essere diversamente.
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venerdì 23 gennaio 2015
mercoledì 22 ottobre 2014
La vita dolce e amara di Sugar
Che poi non é che in provincia ci conosciamo tutti e che viviamo così vicini che prima o poi cominci a salutarti, poi passi a rivolgerti la parola alla salumeria, o alla Posta si alla Posta, mentre fai la fila si fanno i migliori (o i peggiori)incontri...ma anche questo con"gli accrediti bancari "andrà a perdersi!!
Bhe! Sugar non ricordo quando ho cominciato a salutarla, se al catechismo o alle medie, per quella sorta di"parallelismo" di vita. Ci siamo trovate a scambiarsi prima un saluto, poi una frase....e infine ogni tanto ci raccontavano le nostre vite!! Sugar?...si perché io lo sempre chiamata così, ma in dialetto"zucchero", perché lei sempre dolcissima dai modi affettuosi!
Poco dopo le medie la incontrai incinta, aveva lasciato la scuola ed era così contenta, ed anche io per lei..."portava il suo pancione con tale gioia"che pensai:" beata lei"!!...inquieta com'ero mi sembrava un"soluzione piu' certa dei miei incerti amori"....che scema! Negli anni la incontravo sempre di corsa, io andavo a prendere il treno per l'università e lei, anche di corsa con la mano ora un bimbo, ora due....e io "correvo", dolcissima sempre cercava di chiedermi cosa facevo,nei suoi occhi tanta ammirazione e sempre:"grazie per chiedermi sempre", poi i miei pancioni....il mio lavoro!!
e Sugar, sempre a farmi complimenti per cose che aveva saputo, qualche giorno fa. Un giorno che non correvo, ci siamo ritrovate a passeggiare l'una accanto a l'altra.
Sorrideva si, ma con un riso amaro,dolcemente dimessa mi ha raccontato di un figlio di 24 anni di una di 20, del marito che dopo una lunga relazione con un'altra l'aveva lasciata, perché ha avuto una bambina con l'altra. Si scherniva dicendo "la colpa é mia lui era troppo bello e io troppo ignorante, ho lasciato la scuola a 16 anni, per il bambino, ma l'altra é intelligente, sa parlare...e sai é stata buona con noi ha trovato un posto di lavoro a mio figlio, la settimana prossima fa il battesimo della bambina e i ragazzi ci devono andare. Io faccio le pulizie da un po'di di signore....". Ecco io che corro non ne sapevo proprio nulla, perché poi non é vero che in provincia ci impicciamo di tutti!!!!
....ci siamo abbracciate salutandoci, e andando via la guardavo con passo stanco, siamo coetanee ma sembra, poverina, di almeno 15 anni in più. ...e ho pensato
Che se mia mamma non mi avesse messo i libri in mano a quattro anni e non avesse sempre preteso da me il massimo. ...oggi potrei essere al posto di Sugar....in fondo é l'altro nome con cui nel mondo si ricorda Marilyn!
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lunedì 20 ottobre 2014
La notte..e il dolore
La notte non era mai stata tanto buia... Ansimante si alzava dal letto in preda ad una frenesia. Il pensiero correva sempre a quel ricordo. A quella telefonata notturna che aveva spezzato il suo mondo. Ormai il telefono non era piu' acceso. Nulla avrebbe potuto interrompere il suo sonno. Ma non c'era notte senza quella scena. Puntuale e tremenda giungeva verso le 3. Come un orologio pignolo e crudele, ogni notte si svegliava di soprassalto. E pensava... Pensava al vuoto, al dolore. All'indescrivibile sensazione che lasciò quella telefonata. Ed al rimorso, di non esser stata lì. Nulla l'aiutava, ne' gli amici, ne' la famiglia. Il giorno indossava una scomoda maschera di serenità per dar forza agli altri. Ma lei credeva di non avere più radici. D'improvviso si sentiva fragile. Di una fragilità che non conosceva. Si, perché lei è forte…dannatamente forte . Eppure dai suoi occhi scendevano lacrime amare. Lacrime che nessuno asciugava. Cosi', decise di abbandonare il suo lavoro, la sua passione, il suo talento. Mortificò la sua anima e la sua vita perche' non aveva mai provato un dolore simile. Finche' un giorno, guardando sua figlia , la cosa piu' bella che la vita gli avesse donato , riprese in mano la sua vita , e piu' forte di prima si rialzò... E sono convinta che il padre, dall'alto sorridente la osserva.
giovedì 16 ottobre 2014
Vruccol figli e foglie....spiga e fa a' semmenta
VRUOCCL FIGLI E FOGLIE....SPIGA E FA A'SEMMENTA, o propriamente"tale padre tale figlio". Ricordava ancora quel "solleticante piacere" salendo i gradoni dell'università, pensava:"ah qua non mi conosce nessuno, sono un'anonima matricola"!!!appena il tempo di pensarlo che si senti chiamare a gran voce. Bhe! del resto Marilyn steva pur sempre al Corso Umberto mica a New York !!!avrebbe poi capito nel tempo che"ovunque vai semp.....nu summes troverai"!!!!.
Che angoscia scoprire che era sempre sommese anzi vesuviana, perché é abitudine comune nei nostri piccoli centri che almeno una volta ti sia sentito dire"a chi si figl?" O la scemita' subito dopo il meravigliato riconoscimento"dimm a chi rassumigl ca te dic a chi si figl". E te lo porti addosso, come peso, come zavorra, come vanto o con orgoglio. ...e non ultimo con affetto, perchè il che si dica i nostri cari ci sono cari e "o sangh s'mazzch ma nun s'sput". Eppure c'era stato un tempo in cui se ne se ne era sentita soffocare ed era scappata. Ma a 20 anni chi non si sente soffocare in un piccolo centro? "un'amore travagliato, l'esame andato male e :"ME NE VADO AL NORD". Quattro mesi di lavoro a tempo determinato.e a parte il lavoro...."assoluta assenza di storia"!!ma mica la sua. Marilyn riusciva a farsi amici con una tale facilità, ma quanta assenza!!!
Passeggiava per i viali alberati,dove gli alberi erano allineatamente tagliati a dovere, dove manco una foglia imbrattava il marciapiede. ...ma tutto era estraneo....
La mente andava a quel gradone a Corso Umberto dove per terra c'era la lapide di quel marinaio morto per la libertà di Napoli. Quando mangiava il gelato non si perdeva negli incroci di Nola trovandosi regolarmente davanti alla strada di Giordano Bruno...i ragazzi belli, gentili...ma anonimi pure loro e il"veneto"con cui usciva ...bello come un adone con occhi occhi verdi ....gli ricordava sempre il suo mare,quello di Mergellina e dei taralli e la birra!!!.Insomma quando a scadenza del contratto il papà la chiamò "ma quando torni?" non esitò...e senza coda fra le gambe torno cosciente del fatto che"se tutti se ne vanno,qua chi resta a tentare di far funzionare le cose?".
MAI IL rammarico ......però il"a chi si figl? "la torturava....sia chiaro non "l'appartenere a"ma l'ipotesi che la gente faceva"se sei figlio di...sicuramente sei,o sai fare...(o peggio)ti piace. ." E il cavillarsi in fatti personali...in nome di una conoscenza atavica con parenti o avi...ormai assenti da decenni!!!
Ed un mattino l'apoteosi Marilyn lo raggiunse in "una 'poteca alimentare". Vedendola entrare un uomo anziano chiese a un'altro uomo anziano se lei era "la figlia di..."all'annuire del vecchiariello n.2 il vecchiariello n1 disse:"signora ossapit io stevo di casa vicino ai vostri nonni....eh! Chill o nonn vuost era nu disgraziato . S'appiccicava semp ca mugliera....signo' chill a facev e corn!!"
Ed ecco che nonostante il self-control che deve avere una mamma, che si mostra tanto signora "bon-ton"...Marilyn ingoiò la boria che sentiva salire in gola....e disse candidamente: "dei miei nonni ricordo che la nonna aveva avuto 14 gravidanze, e a 65anni ne mostrava 80; il nonno a 70 anni ne mostrava 50, bello come il sole...e amato, si tanto amato...e dei vicini mi diceva: "semp invidia e mai pietà"....
Ed ecco che dunque ci chiediamo
Ma é giusto che dopo anni di evoluzione della specie, emancipazione storica.....tecnologica.......si può ancora vivere di :"a rareca rarechea?"......."..noi siamo quel che siamo o l'evoluzione comtemporanea dei nostri genitori...o nonni?
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mercoledì 15 ottobre 2014
Uno splendido mostro
....dopo la visita piuttosto accurata con la macchina ecografica, il dottore in camice bianco e con gli occhiali spessi, invitò la donna con fare compito a sistemarsi gli abiti e se fumava, ad accendersi una sigaretta. Era una tiepida giornata di fine marzo, e qui a Somma Vesuviana, un paese alle falde del Monte Somma, il tempo sembrava scorrere più lento. La donna, dopo essersi ricomposta, si accese una sigaretta e si preparo' ad ascoltare la diagnosi del medico. All'improvviso le sembro' che tutto esplodesse come una bomba, e' la vita smetteva di essere tale, la diagnosi, a detta del medico era più che nefasta, il feto, già a diverse settimane di gestazione, presentava una malformazione della fossa cranica anteriore del tipo DANDY WOLKER, che prendeva il nome del medico che per prima aveva diagnosticato tale malformazione. Quindi, asciugate le lacrime, senti' il consiglio del medico, subito applicazione di post glandine per far si che avvenisse un aborto spontaneo, altrimenti sarebbe nato un bimbo o una bimba con una malformazione che nell'aspetto la rendeva orribile, ma con pochi mesi di vita. Il marito della donna cerco' di consolarla alla meglio, ma ci riusci' soltanto in parte, anche lui miserevolmente in cuor suo aveva scelto di seguire il consiglio del dottore. L'indagine ecografica fu ripetuta diverse volte e il risultato era sempre lo stesso. Ma la donna rifiuto' tale consiglio e decise di portare fino in fondo la gravidanza, affermando che se anche fosse nata un mostro, l'avrebbe considerata una grazia di Dio: era sua figlia. Intanto, intorno ai genitori si era fatta terra bruciata per la scelta della mamma, di tenere quel figlio o quella figlia comunque. Cosi' il tempo passo' tra pianti, preghiere e speranze, finchè giunse il giorno del parto. Era un bellissimo giorno di ottobre, e nacque il mostro, ma mostro di bellezza, una splendida bambina dai capelli rossastri, bella in ogni suo aspetto, visitata subito da un equipe di neurochirurghi e neonatologhi, che senz'altro affermarono che la bimba era perfettamente normale. I genitori non permisero a nessuno i primi tempi di vedere quella bellissima bambina, perche' tutti erano li avevano ostacolati contrari alla scelta di quella mamma coraggiosa, di farla nascere comunque. Oggi e' una splendida donna di circa 30 anni, amata e coccolata dal suo uomo, da chi l'ha vista nascere e da chi ha imparata a conoscerla. Vive nella sua amata Somma, ed è una made in sud di razza, e permettetemi l'ardire e' mia figlia.
Orso Vesuviano
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