Visualizzazione post con etichetta sentimenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sentimenti. Mostra tutti i post

lunedì 7 agosto 2017

Il silenzio e la passione





"Non era un alert per te, nè per eventuali problemi: siamo abbastanza adulti per comprendere che non è il caso di fare stronzate". Lui le aveva scritto così all'ennesimo messaggio in cui lei gli aveva chiesto un incontro (dopo quelli passionali che ci erano già stati) e si era dimostrata "attaccata", troppo. Ma del resto lei faceva sempre così. Cominciava una relazione con un uomo e diventava asfissiante, tanto che in una competizione elettorale un uomo politico che si era fatto "tentare" aveva dovuto raccontare a tutti che non era più riuscito a "farsela scendere di dosso".
Lei era sposata, da pochi anni quando riceveva questi messaggi, e non si era fatta alcun problema a tradire il marito. Del resto lo dicevano tutti, lo sapevano tutti, forse erano una "coppia aperta". Questa era una delle relazioni che aveva imbastito in ambito lavorativo. Facile incontrarsi nel primo pomeriggio con la scusa del lavoro. Aveva usato sempre quella anche con un precedente amante (quello storico), aveva avuto l'ardire di lasciare la sua auto sempre, e per ore, sotto il suo ufficio dell'epoca.
Ora continuava a cercare uomini che soddisfacessero la sua voglia di attenzioni e non soltanto.
Ne aveva scelto uno più grande, sposato e padre, un intellettuale con la passione per la musica.
"Appuntamento a più tardi.....quando vuoi ...la domanda non è nè cattiva nè porca...ho solo voglia di te".
Glielo aveva detto. Ferma, decisa, come aveva sempre fatto. e lui: "Porca? Va bene...baci, ma molto di più". Avevano continuato così, ricordando i baci che si erano già scambiati.... ".
Una passione che la travolgeva: "Hai presente il quadro clinico?", scrisse lei al suo barbuto amore, "Vuoto allo stomaco, ovatta nella testa, blackout del cervello, sguardo da Alice nel paese delle meraviglie...cellulare (che non prende, cavoli) sempre a portata di mano, controllo posta maniacale...tachicardia..mi serve una cura". E poi la passione consumata e ricordata per poterla rivivere presto in un nuovo appuntamento.
"Vorresti uscire un po' dai miei pensieri", aveva scritto lei, appassionata di letture, e citazioni dotte, "Che non mi lasci concentrare sul lavoro...e non riesco a dimenticare dell'altro giorno, o meglio ci continuo a pensare"....

CONTINUA?
Una storia che potrebbe continuare con altri dettagli, che potrebbe raccontare della dama bianca e del suo grande amore (quello vero, non il marito, stupida copertura per una cittadina bigotta).
Dipende, gli scrittori per raccontare storie di vita vissuta hanno bisogno di ispirazione..magari leggendo quello che sto leggendo l'ispirazione continuerà a permettermi di scrivere e di raccontare altro, o chissà a farmi decidere di cambiare argomento potrebbe essere la prova che la gente intelligente sa stare in silenzio

venerdì 8 gennaio 2016

Rispondimi, mi manchi

Non rispondeva alle telefonate e ai messaggi, se ci incontravamo per strada era evasivo e sfuggente. Eppure se anche per poco tempo noi ci eravamo capiti a perfezione. C'erano stati momenti in cui si era persino preoccupato per me. "Che stai combinando? Non voglio che la gente parli di te così...che ti tratti in quel modo". Era stato protettivo, attento. "Io ci sarò sempre per te". Ecco forse non volevo il sempre, ma volevo ci fosse quando dovevo sfogarmi. Ora per esempio, mi piacerebbe rispondesse al telefono e ascoltasse le mie chiacchiere, tutte quelle parole sparate tanto da riempirgli la testa. Ma non lo fa e non so se tornerà mai tutto come una volta, se torneremo ad essere amici, se dimenticherà le arrabbiature prese a causa mia. A me manca. Vorrei che si riconoscesse in questo scritto... vorrei che capisse tante cose... in un mondo sterile come il nostro chiudere la porta in faccia ad una persona che ci vuole bene davvero e non pretende nulla, salvo la presenza è da egoisti. Lo capisci? Ma se invece tutto questo affetto deve finire, dammi almeno una spiegazione...non chiudere le comunicazioni senza un perchè. Dimmi ..."basta non possiamo essere amici perchè...." Lo so che tanto non comprenderei, non comprendo mai perchè l'affetto debba spegnersi per motivi futili..ma almeno avrei una ragione a cui appellarmi...ecco dammi quella ragione oppure dammi un'altra occasione.

D'amore si soffre e non si scappa

Ero lì seduta. Seduta davanti al pc, cuffie in testa e cercavo di capire per l'ennesima volta che stava accadendo. Avevamo litigato di nuovo, non ci sentivamo da giorni e io dovevo davvero chiudere. Non c'era altro modo per continuare, ci facevamo soltanto tanto male. Lui non era cambiato e per giustificare i suoi errori accusava me di cose inesistenti. E allora basta. Soffro? certo che soffro, sarebbe bello se quello che ti passa per la testa venisse compreso dal cuore subito. Come se la parte razionale di noi avesse il sopravvento. Non funziona così, si soffre, si sta male...si mangia...si apre il frigorifero anche soltanto per prendere qualcosa che per un attimo ti dia quel senso di pienezza che non senti. Ti senti vuota dentro quando soffri per amore. Ma l'amore non dovrebbe fare soffrire, non dovrebbe far male. Così racconta la letteratura romantica e ma non funziona manco questo. Stasera sto qui, davanti al pc e scrivo. Penso a te, penso a noi, penso agli anni persi e a quello che volevamo e non avremo. Penso a quello che ho perso e non tornerà, a chi mi è passato accanto ed ho ignorato. Penso e pensare fa male. Tu magari invece sei già in qualche bar alla moda con il tuo amico di scorribande. Non ti auguro di conquistare l'ennesima donna e vivere felice..se esiste una giustizia una donna dovrà fare a te quello che hai fatto a me in tutti questi anni in cui mi sono illusa che il sogno di un amore potesse salvare entrambi.

mercoledì 19 agosto 2015

Cronache dal Pianeta Coppia

Penso davvero che dovrebbero istituire un galateo per soli uomini con tanto di "regole del bon ton"e con l'elenco delle frasi da non dire mai, neanche sotto tortura, ad una Donna! Sarò sintetica: oggi fa caldissimo e Mister T. avrà detto circa 20 volte che è stanco, che non ne può più di andare in giro in auto con questo caldo e ha maledetto in aramaico antico la concessionaria che non gli ha ancora consegnato la moto nuova. Sono in cucina a riordinare, di spalle appoggiata sul lavello e sento che il mio lui si sta avvicinando a me e, romantica quale sono, penso che adesso mi cingerà, mi darà un bacio sul collo e una mano viva da qualche parte...un tuffo al cuore che dura 3 secondi: "Vedi?? Segna 37.3...non va...non funziona questo coso!" Uhm...qualcosa mi ha appoggiato sul collo... il puntatore del termometro digitale. Non ho parole!!! A sentir lui siamo una coppia sposata normale, che fa le cose normali(casa, lavoro, cinema, teatro...). Voglio sotterrarmi!!! Siamo "normali". Urge definizione, prego. Benedetti codici linguistici! Veramente io e Mister T. parliamo due lingue diverse? TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA ON THE ROAD: Per ravvivare l'atmosfera ecco la lista di piccoli accorgimenti per facilitare l'impresa: 1) Candela bio alla vaniglia: appena accesa scoprirete di che pasta è fatta il vostro uomo, se è romantico starà al gioco, in caso contrario o vi dirà che non siete a un funerale o che evoca il crepitio del legno che brucia,stile,"atmosfera da chalet in montagna" ,ma siamo in estate e l'inverno è terminato,vi inviterà gentilmente a spegnerla; 2) Olio da massaggio: "... per grandi massaggi che fanno bene alla vita di coppia e all'autostima..."da provare,sperando che dopo 2 minuti il vostro lui non si senta così "impiastricciato" da fiondarsi sotto la doccia; 3) tabellone puzzle con i dadi dell'amore: di solito funziona per stuzzicarsi a vicenda,sconsigliato se il vostro uomo è pigro; 4) completini intimi "risveglia mariti": se non hanno sortito l'effetto desiderato evidentemente o i completini non sono stati compresi o è la modella che deve proporsi in maniera diversa; 5) le spezie: gli uomini si prendono anche per la gola, se poi la cannella sta al vostro lui come l'aglio sta ai vampiri,dirigetevi verso il curry o il peperoncino; 6) Seguendo la tecnologia ci si potrebbe messaggiare durante la giornata...un sms piccante giusto per accendere la fiammella(che diventerà poi fuoco); 7) Ultimo ma fondamentale: il corteggiamento. Quando siete in casa non fatevi trovare con le tutone e gli slip della nonna(ogni uomo richiuderebbe , appena rientrato in casa, la porta nel vedervi così!),preparatevi come quando eravate fidanzati,con la stessa emozione scegliete il vestito giusto e gli accessori,anche se vivete insieme da anni,è una forma di rispetto per se stesse e di cortesia e seduzione nei confronti di chi amiamo(ovviamente questo vale anche gli uomini!). Questa sera andiamo al cinema e voi che fate? Dafne.

HO VOGLIA DI LEGGEREZZA

Questa sera ho voglia di leggerezza. Ti guardo e mi dico che ho ancora tanto da imparare ... Sono appena ritornata da lavoro, mi lamento perchè la giornata è stata dura ma tu sei lì, beato, sul divano a giocare con la playstation, incurante di tutto e tutti. E in cuor mio ti definisco un egoista, poco sincero... trascurato... Ma non ti perdi mai in lamenti, al contrario di me che mi agito subito, ti diverti con poco, basta un film, una birra o una partita alla tv, e se qualcosa non va come dovrebbe guardi avanti tanto prima o poi si risolverà. Ho tanto da imparare ancora, da te, Uomo, che mi stai accanto ogni giorno, che vedi i miei difetti e ne sorridi, che sei sempre di buon umore non complicandoti la vita inutilmente. Grazie per la tua leggerezza. DAFNE.

giovedì 7 maggio 2015

La comitiva di commercialisti e la voglia di festa

Dopo una giornata di lavoro decidi di andare a fare due chiacchiere al tuo bar, quello che ormai è diventato la tua seconda casa e ti imbatti in una comitiva di commercialisti in vena di far festa. Tu stai per prenderti un caffè ed invece il caffè lo devi posare. "Brinda" ti dice un ragazzo che conosci da una vita, e ti piazza un flûte in mano, "chiama le tue amiche, stasera si festeggia". E dopo qualche minuto sei lì a festeggiare con loro il brillante risultato conseguito da un loro amico, e bevi, uno, due, tre bicchieri di "Veuve Clicquot". Parli, ti racconti, ti chiedono che fai e poi ti accorgi di come una serata che sembrava banale si trasforma in una mezza festa, loro si mettono a ballare, fanno battute rubate a "Made in Sud" "Assassina! Esigente! Ti piacciono i superpoteri!!!" ecco materializzarsi i tormentoni di #Pigroman.... uno di loro si sofferma sul colore rosso del mio rossetto, mi chiede se è "indelebile"... ma non ci bado troppo, io agli uomini bado sempre poco....mentre si scherza sugli impegni lavorativi che hanno l'indomani e che dovranno affrontare dopo aver "bevuto".... sentiamo una vocina dire: "Mi sono bagnata", è la più giovane della comitiva, e gli altri le fanno eco ridacchiando sul come e sul quando....da lì altre battute e io penso che forse ci scriverò un racconto su "Passioni Vesuviane" e loro...."no non farlo, che vergogna". E perchè vergogna? Del resto abbiamo soltanto scherzato e ci è uscito un invito per una prossima festa, vera però con tanto di karaoke. "Porta chi vuoi", mi dice il mio amico andando via ed io penso che ci andrò, conoscere gente nuova fa sempre bene. E mi allontano sorridente pronta a tornare a casa, quando dietro l'angolo lo incontro:sta lì fermo ed io gli passo accanto indifferente. Che bella cosa l'indifferenza, ma vale soltanto se l'altro se ne accorge. Se ne sarà accorto? Intanto per la prima volta vederlo non mi ha fatto venire voglia di fermarmi, di salutarlo, di sorridergli. Bene, brava ragazza continua così.

lunedì 16 marzo 2015

C'era una volta...e l'appuntamento causato da un tamponamento stradale

C'era una volta una principessa, ehm...forse non era proprio una principessa ma VIVEVA IN UN CASTELLO... che non era proprio un castello...bhè, Insomma, questa fanciulla che non era nè una principessa nè aveva un castello sognava il principe azzurro! Ma di questi tempi grigi, se è difficile trovare un uomo decente, figuriamoci se è facile trovare il principe azzurro! Così lei viveva sempre sognando il grande incontro e, tra un link su Facebook , uno scatto su Instagram e i messaggi di Whatsapp, trovò anche il tempo di uscire e vivere la vita! -ahh! che bella cosa la vita reale!!- pensava mentre assaporava un delizioso cornetto caldo in una nota pasticceria(di cui non farò il nome perchè non amo la pubblicità occulta, ma vi dirò che la proprietaria si chiama Lina e la pasticceria sorge in un angolo e, in quel momento vide entrare una comitiva. Tra tutti spiccava un uomo: occhi neri, capelli ribelli lasciati volutamente disordinati, sorriso accattivante e perfetto . per un momento la nostra principessa fisso' il "principe". Ma il principe non fisso' lei! Nella speranza di rivederlo ogni sera tornò nel luogo dell'avvistamento e da buongustaia continuò ad assaggiare prelibatezze! Così, sera dopo sera, prelibatezza dopo prelibatezza, ritornò il principe che nemmeno questa volta la noto'. Un pò delusa torno alla sua vita ma, come tutte le favole che si rispettano, il destino le aveva preparato una sorpresa. Un bel giorno, guidando con la testa nelle nuvole e, sopratutto non rispettando la distanza di sicurezza tamponò una macchina! E chi poteva essere il tamponato? il principe!! Con fare nervoso e mano nei capelli scompigliati si diresse verso di lei che, ovviamente come tutte (o quasi) le principesse entrò in fibrillazione ed iniziò a tremare. -"non mi sembrava un urto così forte"!- e vista la situazione (e vista la" principessa" le propose di discutere "dell'incidente" davanti ad un caffè! Che cosa è successo poi?Se ci sarà un lieto fine io non lo sò...ma di certo tutte le sere c'è chi giura di vederli in quell'angolo che per loro è diventato il paradiso.

mercoledì 11 marzo 2015

Lei, lui e l'amica di famiglia

Nella nostra città spesso veniamo sconvolti da situazioni che ci invidiano pure gli sceneggiatori delle fiction. Ma in questo caso di finzione ce n'è ben poca. Ma partiamo dal principio.... Nella nostra "ridente" cittadina...tra le tante brave famigliole spiccano certe "donnine" mascherate da santine...che covano nell ombra.... Quello che andrò a raccontarvi ha "apparentemente" 3 protagonisti: lei(la moglie), Lui (il marito), L'altra (l'amante) Ok, direte voi....dov'è la novità. .. la novità c'è. ... perche l'altra (l'amante "pudica e riservata") frequentava la casa di lei come un amica pura e sincera.... Lei (la moglie splendida donna e meravigliosa persona) fiduciosa e socievole accettava tranquillamente queste frequentazioni di casa...come normali incontri tra donne per far giocare i bambini.... Lui (il marito di bell'aspetto) come nei migliori film...si è fatto rigirare dalla "gatta morta"...... E da un anno sotto gli occhi (foderati di prosciutto) di tanti...la tresca andava avanti....fino alla calata del siparietto. Cari amici...care amiche.... un vecchio detto dice....fidarsi è bene...ma non fidarsi è meglio....eh! Dimenticavo...certi vicchiarell dicono: "si chiuvesser tarall a Somma , ne cadrebbero pochi a terra.....meditate....meditate.... Il giustiziere sommese

Il rametto di mimosa

Era destino che prima o poi io aprissi quel libro dimenticato lì nella biblioteca, e tra le pagine sottili e ingiallite dal tempo, ho trovato un rametto di mimosa, rinsecchito dal tempo, ma pur sempre manteneva il suo aspetto. Ho cercato di ricordarmi perchè fosse conservato così in quel libro, ma non me ne sovviene la ragione. Poi come per un riflesso condizionato il mio pensiero e' andato a te, forse l'unica donna che ho veramente amato, ma comunque hai deciso di non far più parte della mia vita. Il nostro rapporto era diventato come questo rametto di mimosa rinsecchito, senza vita. Ma ricordo benissimo che l'unico fiore che ti faceva impazzire, addirittura più delle rose rosse erano le mimose, e allora appena giungeva il tempo di fioritura di questo albero, mi adoperavo per regalartene fasci interi e non aspettavo certo la festa delle donne per farlo e lo facevo fin quando i primi caldi non appassivano questi bellissimi fiori gialli. La nostra Somma e' ricchissima di piante o alberi di mimosa, alcuni addirittura di grande età e i proprietari spesso di buon grado permettono di tagliare qualche ramo fiorito, in genere i piu' bassi. Ecco io avevo un amico che ne aveva piu' di uno di alberi di mimosa, verso il fondo agricolo della vecchia masseria della Resina, e quindi ne facevo incetta per te, e ricordo il tuo inebriarti alla vista di questi meravigliosi rami fioriti e il tuo viso si illuminava di un sorriso che mi faceva impazzire. Oggi nel mentre scrivo e' la festa della donna, tanti auguri fatti alle mie amiche, alle donne che piu' o meno gravitano attorno alla mia esistenza, ma non ho mai piu' regalato nemmeno un rametto di mimosa, altri fiori si, ma la mimosa no, poiche' mi sembrava di tradire la memoria della nostra bellissima storia d'amore anche se poi e' finita male, pur amandoti tantissimo. Spero che tra i fiori che riceverai senza meno ci siano anche i rametti di mimose, così forse ti ricorderai anche un solo istante di me, poiche' forse io non ti ho mai veramente dimenticata. ORSO VESUVIANO

venerdì 20 febbraio 2015

Segretamente ...ti amo


Segretamente, pensavo al significato di questa parola, la si usa spesso per cercare di nascondere qualche sentimento, o qualcosa che si conosce da solo. Segretamente si ama, segretamente si odia, segretamente si ride, si piange, forse si vive, segretamente si pensa a sogni che da una vita ti proponi di realizzare.Spesso per meditare in santa pace, mi fermo per i viottoli giu' al vallone dietro la Chiesa di S.Maria a Castello, li in quel poco di pinetina, che spesso la pioggia rende non praticabile. E allora sotto gli alberi di pino, ritrovi le pigne secche, smembrate dai merli e dalle cornacchie per tirare fuori i pinoli, e mi piace cercare sui tronchi quella resina odorosa color ambra che chiamiamo incenso. Poi segretamente dal belvedere della piazzetta della chiesa, vedi tutta la valle vesuviana, e nei giorni di bel tempo vedi i capannoni della Fiat a Pomigliano, la statale 7 bis, quasi tutta a sinistra gli aerei che si accingono ad atterrare a Capodichino e poi di fronte a te i Monti dell'Appennino Campano. Pensi che la vita allora e' bella, che segretamente anche se ami una persona solo immaginare il suo volto, il suo sorriso, la sua vita di tutti i giorni ti fa' star bene. Diciamo di volerci bene, ma io all'amicizia tra un uomo e una donna non ci credo, esiste un punto estremo che una volta passato non e' piu' amicizia, ma e' un sentimento piu' forte. Vorrei gridartelo che ti amo, ma segretamente me lo tengo per me e non so' comprendere che senso ha quel tuo offrirmi a volte all'improvviso una carezza ed un bacio sulle labbra. Segretamente ti amo tanto da accontentarmi anche di pochi riflessi di vita, di una telefonata, di una pizza insieme, come e' strana la vita. C'e' chi palesemente ha detto di amarmi, mi corteggia e per un uomo e' il top, ma io segretamente non la amo e non le faccio il filo. Segretamente amo te......mistero della vita..........

giovedì 19 febbraio 2015

Lupa, il Fico, la Strega, il Demone di Curtaucci Fabula Bruscianese





Piano dissi a me stesso, cercando di rialzarmi,ero tutto dolorante, dopo molti tentativi,e con non pochi sforzi, finalmente mi ritrovai in piedi,adossato ad un grosso albero, la testa mi girava, ero tutto intontito, ma incominciai piano a focalizzare tutto cio' che era intorno a me', intravidi a terra non poco lontano, un corpo, una forma, qualcosa di bruno, non ci misi tanto per capire,era un grosso cane, o forse un lupo, di un pelo folto nero, scuro come un diavolo,stava li disteso, giaceva come morto, senza muoversi, lo osservai con piu' attenzione, avvicinandomi piano,evitando di calpestare il fogliame secco e di non fare il benche' minimo rumore,osservai con circospensione attento a qualsiasi movimento aveva gli occhi socchiusi attorniato da un velo di umori lucidi quasi ad esprimere la sua sofferenza, dal suo pelo fulvo rivoli di un colre rubino contrastava la la sua magnifica pelliccia quasi sporcandola, era sangue,capii' che doveva essere ferito,dovevo fare qualcosa, e presto,prima che morisse dissanguato,con timore cercai dandomi forza, di avvicinarmi il piu' possibile, per soccorrerlo, non me ne accorsi ma quanto gli fui molto vicino quasi a 'sentire il suo alito vitale e tremolante,in un baleno ,quasi magico lui apri' gli occhi' ed un anelito di vita sferzante lo animo' i suoi denti bianchi enormi ed appuntiti si digrignarono in una smorfia di sfida, facendomi capire che lui' era vivo e ancora con forza di combattere e per difendersi, il silenzio cadde tra noi due, ci osservammo a lungo studiandoci entrambi cercando di capire come e' chi doveva attaccare per primo, e chi doveva essere il vincitore colui che aveva diritto alla vita, una leggera pioggerellina incomincio' a scendere, in un cielo ormai carico di satolla di funesta e nerea pioggia , che piano divento' un diluvio, le sbiadite foglie secche del bosco incominciarono quasi come una danza, a muoversi trascinate dai piccoli rivoli d'acqua che si formavano in pozze piu' grandi e crescenti, e noi li' immobili a confrontarci, attimi ,forse ore, sembrava che il tempo si fosse fermato, un tempo infinito, lui, il lupo, non so' forse se lo feci io, abbasso' gli occhi o li abbassammo entrambi stanchi di affrontarci, ed io capii' che voleva essere aiutato, mi avvicinai con timore e la paura di essere azzannato, piano, ma i suoi occhi mi fecero capire che la lotta era solo rimandata, energicamente ,con forza non mia , cercai senza fargli del male, di sorreggerlo tra le mie braccia, un latrato di dolore o forse un richiamo, a chi, o cosa, non so', un guaito, di richiamo, forte, mi fece capire che non dovevo aver paura di lui, cominciai il mio cammino con una nuovo amico, anche se ferito in modo alquanto serio, lui o lei, dopo me ne accorsi, non era un lupo ma una femmina, una lupa, camminavo in un intricata selva fitta di selci che ostacolavano il mio cammino, fatti di grandi abeti che sfidavano il cielo che non riuscivo a intravedere per il forte temporale, ed io col mio fardello di carne e sangue fradicio di acqua a cui mi aggrappavo e tenendolo stretto per infondergli quel poco calore che il mio corpo emanava, cercando, di orizzontarmi , e di trovare un posto all' asciutto ove riparare, per me e per la mia amica, ma tutto era uguale e le nuvole stracolme di acqua, venivano giu' colpendomi con forza quasi a castigarmi e mi riusciva difficile capire ove mi trovassi, ma la forza che anelava in me' era cosi' forte, che non ne sentivo il peso, e neanche la stanchezza, ed i miei passi erano cosi' leggeri, quasi guidati da un istinto, l'istinto ribelle, che preserva la vita, un' attimo, suggestione? un leggero fruscio alle mie spalle, mi girai piano quasi di soppiatto osservando con intensità' ove il mio sguardo piu' lontano potesse arrivare , mi accorsi di qualcosa, una figura, un ombra tra gli alberi, mi seguiva non ne ero certo ma il mio istinto mi metteva in guardia un sesto senso, mi avvisava di un pericolo, imminente, e forse tragico, c'era qualcosa, non riuscivo a capire ma c'era qualcosa che non era tanto lontano da me e, si nascondeva e mi seguiva nel piu' folto degli alberi non so cosa era, mi fermai di colpo, tutto si zittiva un fremito mi pervase il corpo, il cuore mi batteva forte quasi impazzito, il suo pulsare lo sentivo forte,rimbombando nelle mie orecchie quasi scoppiare, la mia fronte ed il mi capo fradicio e bagnato improvvisamente grondavano piccole perline di sudore , avevo caldo molto caldo , era paura, una paura che ti immobilizza , che ti attanaglia la gola e non ti fa capire piu' niente, e non riesci piu' a ragionare, con disperazione cercai portandomi alla cintola, di afferrare il mio pugnale, il mio fedele amico colui, che in tante avventure mi aveva salvato la vita, la mia mano tocco' il niente, non c'era , ero indifeso, non avevo nulla con cui barattare e difendere la mia misera vita,un pensiero folle attraverso' come un fulmine la mia non piu' sagace mente, lo avevo perso? o forse chi o qualcuno di chi mi aveva colpito me lo aveva tolto solo allo scopo di rendermi indifeso? la paura che prima aveva preso posto nel mio pavido e debole corpo si trasformo' piano piano in terrore prima alquanto sopportabbile, ma poi sopraggiunse piu' forte, come un rantolo di morte, imminente, ove non puoi piu' sottrarti , uguale ad un gelido rigurgito che rifiuta la vita, ove tu non sei, e non rappresenti che il niente, e pensi che tutto sia finito, ma??????????
 Poi vi raccontero''''''' in seguito se sarete ancora qua'

Nanù

Aspettando




Aspettando, il tempo trascorso in un mesto silenzio,
Sapere che sei li' e non potere cambiare le cose,
Essere solo, perche' troppo debole nei confronti dei tuoi mancati ideali,
Vivere in apatia sorridendo,finzioni che ti lasciano stanco,
Ma tu non sei niente, ma ti immedesimi in ciò', ove le cose che pensi aborriscono alle interpretazioni,
Ci sei?,cosa? sono io? per favore lasciami entrare ,dove? in te, ne ho bisogno,
Attendo,prima che mi raggiunga il perche' sono nato ora?
Vorrei tornare in tempo per non sentirti piangere,
Vorrei che il vento fermasse le tue lacrime,
Vorrei non sentirmi in colpa per le tue guance arrossate dal pianto ,non lo meriti,
Vorrei che l'alba non iridasse il nuovo giorno, per solo non vederti infelice,
Luci, attimi,voci,tempo, vorrei vorrei,
Non si può' fermare ciò' che si e' incominciato,
Non si può' privare a chi crede i propri sogni,
Non potrò' mai fermare il tempo,solo per non vederti invecchiare nel tempo,
Non si può' credere in tutto ciò' che ci circonda o ciò' che e' male,
Non puoi rifiutare il mio sorriso,non puoi chiudere la tua vita in un attimo
Non puoi rifiutare i miei sorrisi ,il mio amore , i miei sogni
Il tempo, verro ricompensato? forse?, tendimi le tue mani se puoi, cosa?
Potrei, ma non posso ,i tuoi occhi grandi,attoniti, immensi, lucidi, perché'?
Sono entrato, non piangere,non lo meriti, lo faro' io,
Il tempo, apparire ,ed essere incauti nelle tue decisioni,momenti, idee,tante, confusione,
Ti ho aspettato, ma tu non c'eri, forme, figure, tutto ciò' che vive,
Meteore evanescenti,ferme, nel silenzio, cosa?, perché'?
Io sto' qui' a sentirti senza parlare,vorrei andarmene, ma ,non posso,
Gioie remote mangiano i miei pensieri,io sono qui,ed aspetto le tue decisioni,
Non so' se verrai, le mie ombre mi lasciano stupito,anche quando scompaiono,
Sei bella, mi mancherai, quante vite trascorse, solo per conoscerti,
Il tempo ,immane,desiderando, che fermasse i tuoi pensieri,quando, cosa dici, non capisco,
Senza di te non saprei cosa fare,sorrisi che si nascondono alla vanità', perché' osceni,
Vivo in un sortilegio, apri,voglio entrare,magia, non vieni, io sono solo, non ho piu' niente,
Vorrei che tu guardassi nei miei occhi,vedi, non dicono bugie, ma comunque lacrimano,
Vorrei che tu toccassi le mie mani,sono limpide, perché' non hanno fatto mai violenza,
Vorrei, che tu guardassi nel mio cuore, traspare di amore,
Nella mia mente solo pensieri felici,
Vorrei ritrovarmi in te solo per insegnarmi,
Se solo tu avessi tempo, tempo che tu non puoi quantificare,
Le ingenue carezze, sono svanite,lasciando solo una scia di silenzio,
Tempo,tempo, era ora, era ieri era domani,non so quando,
Quanto tempo,ormai a ciò' non so rispondere,
stare qui seduto con le mani nei capelli oramai gia' bianchi
e pensarti intensamente
quanti ricordi,
sbiaditi, come il tuo viso che piano ha incontrato il tempo
la forza di un amore che ora e' ancora intenso e ogni giorno
mirandoti mi rende piu' forte
grazie per tutti i sorrisi che non ho meritato !
Nanu'

Cambiare per non ferirsi più


Diventare fredda e distaccata. Devo imparare a farlo. Quando sono affettuosa la gente fraintende il mio modo di essere, quando affronto le cose e i rapporti con passionalità finisco per "rompermi" le ossa. Sono stanca di soffrire. Stasera l'ennesima discussione perchè mi è stato detto "non sai gestire il rapporto". E' vero, non so gestire i rapporti o do tutto o do poco e quando dai tutto a qualcuno rischi di far trasparire talmente chi sei da farti male. Ti lasci lì scoperto e pronto a farti attaccare. Da sempre quando voglio bene a qualcuno gli dedico tutta me stessa, al contrario ho rapporti cordiali, ma freddi e formali. Ed è così che persone che credevo fratelli mi hanno pugnalato alle spalle, amori o apparenti tali mi hanno usato e distrutto. Da questa ennesima mazzata voglio uscirne con una lezione. "Ti ho detto altre volte le cose che mi davano fastidio". Le cose che ti davano fastidio erano le mie attenzioni. Dovevo essere pronta ad accettare i tuoi tempi e il tuo affetto come faceva comodo a te. Non ci riesco. Sono così o amo o non sei nulla per me. Però da adesso so che devo cambiare, "Stai serena, stai rilassata...." Continuavi a ripetermelo e più lo dicevi e più capivo che è proprio il contrario, non devo più stare calma devo smettere di essere io a cercare gli altri. Io sono qui, sono come sono, penso di essere una persona in grado di dare tanto, troppo. Non mi muovo, non muovo più un passo. Grazie perchè mi hai insegnato una cosa importante: l'amarezza di questa sera sarà tra qualche giorno...forse settimana, soltanto un lontano ricordo, ma io sarò più forte e avrò imparato a non cadere davanti alle illusioni. Cercherò i fatti, le prove concrete. Da oggi voglio l'affetto vero, quello che si tocca, quello che si sente, da oggi in poi non vi stupite se sono diversa. Mi avete reso voi così.

venerdì 23 gennaio 2015

Somma ed i suoi fiori


.....Appena si avvicina il mese di maggio, Somma Vesuviana, il mio paese, come d'incanto si orna di meravigliosi fiori, moltissimi sono spontanei, altri voluti dai sommesi, e la cosa rende la cittadina simile ad una bella fanciulla vestita a festa. Storici i piccoli balconcini e le finestre del Casamale, ricche di piante di gerani di tutti i colori, magnificamente curai, e no solo, ci sono poi i giardini adiacenti alle abitazioni dove non e' difficile notare roseti di tulle le specie e di tutti colori e a completare questo quadro idilliaco, gli alberi da frutto, come i i peschi, i ciliegi, gli albicocchi che hanno le favolose gemme che si schiudono e diventano fiori ed i rami fioriti sono veramente uno spettacolo. Che dire poi del profumo dei fiori bianchi degli alberi di limone, di aranci e mandarini?Si sente specialmente di sera un dolcissimo effluvio che e' gradevolissimo. Ma quello che piu' fa' spettacolo si nota quando si percorre la strada che porta al Monte Somma, infatti e' un esplosione di fiori gialli spontanei, la ginestre, cosi care anche al grande Leopardi e al poeta sommese Luigi Auriemma. Poi ancora una sorte di fiori a stelo lungo che tendono ad un rosso sbiadito, i cosiddetti fiori di San Gennaro, che spesso ornano anche i vasi delle persone che colgono l'occasione gratis per abbellire un angolo di casa. Ma non e' tutto, lungo i declivi montani o nella bassa pianura sommese, non e' difficile notare le bianche margherite spontanee, o ancor di piu' quelle gialle, che raccolte in piccoli mazzetti, danno un senso alle case.Insomma Somma e' una cittadina floreale, ma esiste per me un fiore che e' il piu' bello di tutti e me lo tengo per me, mia figlia, piu' bella di mille rose,parola di padre.

Orso vesuviano

venerdì 16 gennaio 2015

Per sempre

Ti ricordi? Ci siamo conosciuti in un giorno di aprile di tanti anni fa, nella piccola Chiesa del nostro rione, avevamo la stessa età, appena ventenni entrambi. Ricordo che era la notte della Santa Pasqua, allora facevo parte del coro della Parrocchia, come organista e la Chiesa era piena di fedeli in attesa della funzione che sarebbe avvenuta tra qualche minuto ancora. All'improvviso comparisti tu, ricordo ancora indossavi un cappottino bianco, che esaltava ancora di più i tuoi riccioli d'oro, e mi sembrasti bellissima. Chiedesti il permesso di vedermi suonare, perche' volevi imparare, ed io colsi l'occasione per chiederti il nome e dove abitavi. Poi i nostri destini si incrociarono, ed io ti chiesi da una cabina telefonica, poiche' allora non c'erano ancora i cellulari, se potevamo avere una storia d'amore e così fu. Vivevamo uno in funzione dell'altro, ricominciai a studiare seriamente di nuovo e mi diplomai, non l'avevo ancora fatto, poiche' pur avendone le capacita' rifiutavo lo studio, ma il diploma mi serviva quale chiave per venire a chiedere la tua mano ufficialmente a tua madre. Avevi perso tuo padre da pochi anni ed era tua madre che decideva. Ricordo ancora quel giorno, abitavamo a poche centinaia di metri di distanza, e quando bussai alla tua porta, mi aprì tua madre con un sorriso di occasione, ma rigida come un maresciallo che esamina i suoi sottograduati. Finalmente il sogno si era realizzato, crescemmo insieme tra gioie e dolori, poi il primo lavoro serio che ci diede la possibilità di sposarci, e poi dopo qualche anno i problemi, l'azienda dove lavoravo chiuse, e allora vennero momenti brutti, ma ce la facemmo, addirittura mi aiutasti a laurearmi, conservo la Tesi come una cosa sacra, anche perche' me la scrivesti a macchina tu, ti ricordi? Poi lasciammo Somma, per un nuovo lavoro, ci spostammo in un'altra regione insieme a nostra figlia che aveva solo pochi mesi, e continuammo a vivere, poi finalmente la ciliegina sulla torta un concorso statele vinto, il mio nuovo lavoro, era cosi' tutto straordinario. Poi le prime incomprensioni, i primi litigi, e la vita ci ha visti lontani, pur vivendo tutti e due a Somma. La tua verità, il non amarmi più, è stata dura ma me ne sono fatto una ragione, non si comanda al cuore, ne si compra l'amore. I nostri sogni, sono svaniti nell'oblio del tempo , rimangono solo i ricordi, che spesso nei momenti piu' strani rivivono. Rivive la nostra vita nell'eco di una canzone o in quei giorni particolari che ci hanno visti felici. Io non so piu' dirti se oggi ti amo, forse no, quella persona che ero io tanto tempo fa è morto, non c'e' più niente, ma una cosa voglio dirti, ci siamo giurati amore PER SEMPRE anche davanti a Dio, e se il tempo non finisce, poiche' e' infinito, anche cio' che siamo stati l'uno per l'altro è PER SEMPRE.E' un teorema tempo spazio che niente e nessuno potra' mai variare, solo Dio ha questa facolta'. Quindi PER SEMPRE, in quello spazio tempo, noi ci saremo sempre, come allora. Orso Vesuviano

venerdì 2 gennaio 2015

La malinconia delle Feste

Credevo fosse un problema soltanto mio: la malinconia da feste natalizie. Ne soffro da anni, non mi piacciono, questa fissa che devi per forza essere felice, che devi divertirti, che devi stare con le persone che ami. E se le persone che ami sono lontane? E se non sei felice? E se non c'è modo di divertirsi? Quest'anno grazie alla mia nuova comitiva mi sono accorta di non essere sola. Anche le altre ragazze del gruppo non amano particolarmente le feste di Natale e diciamolo, forse l'unica cosa bella di questo periodo è stato passarlo con loro senza aspettarsi di essere per forza davvero come ti volevano gli altri. Mi sono potuta lasciare andare. Quest'anno pochi "pensieri" sentiti, per chi ha dimostrato di tenerci a me... qualche fregatura (come sempre) l'ho presa...ma il 2015 è un buon anno per ravvedersi. Per fortuna c'era anche Lina, al bar da lei siamo rimasti sempre insieme..siamo riusciti persino a festeggiare ballando e cantando il capodanno con ore d'anticipo. E poi ci sono stati gli abbracci, il calore e la malinconia delle feste è sembrata attutirsi. Forse il prossimo Natale sarà diverso e alla parola malinconia non penserò neanche. Per ora è andata così.

martedì 2 dicembre 2014

Prima dell'alba

C'e' un ora della notte, quella che precede l'alba, che scopri quanto e' bello il paese in cui vivi. Somma all'alba e' come una giovane fanciulla che si appresta a farsi bella per il nuovo giorno.Nel Borgo Antico del Casamale, nei giorni sereni, ovvero senza la pioggia, i colori dell'autunno si confondono con i muri antichi di questo borgo, con qualche geranio ancora in fiore con quelle edere maestose che a volte avvolgono qualche palma antica in qualche giardino al borgo. Poi il canto del primo merlo che esce dalla macchia e i passi felpati delle persone che si apprestano al lavoro. Similmente succede giu' per Piazza Trivio, o per il quartiere Santa Maria del Pozzo o giu' la vecchia Santacroce, altro quartiere storico di Somma, li' doce una volta esisteva una Chiesetta, ora abbandonata, la cui campanella chiamava a se le pie donne per la funzione del mattino, e non erano ancora le sei.Somma e' bella appena il primo raggio di sole la riscalda e la illumina, Via Roma che inizia a popolarsi per le auto che vanno fuori mura per lavoro, con il loro carico di sommesi, la stazione Circumvesuviana, meta di tanti pendolari e di studenti, anni fa' il primo treno per Napoli era alle quattro di mattina, oggi invece sei fortunato se lo trovi alle sette. Il tempo cambia e anche le abitudini. Epoi il profumo dei bar di Somma che con soavi effluvi ti stregano, Masulli, Alaia, Calvanese con i suoi particolari pasticciotti con la ricetta segreta. Questa e' Somma, e' bella la mia citta' ed io la vivo anche con dolore, quando alcuni suoi figli gli fanno del male, ma questa e' altra storia. Orso marsicano

giovedì 20 novembre 2014

Le donne sono folli

"Le donne sono folli". Lo aveva detto con convinzione. Eravamo al bar, sempre da Lina, come tutte le sere. E lui era lì stava aprendo il suo cuore, raccontava della sua ultima storia, di come era finita, delle spiegazioni che non riusciva a darsi. E per lui la conclusione più ovvia era che le donne sono tutte pazze, non c'era un altro motivo se la fidanzata dopo anni e alcune crisi, che sembravano superate, dopo averlo cercato inizialmente poi aveva deciso di non rimettersi con lui. Lui lo diceva, le ragazze lo ascoltavano in silenzio, ed io invece gli rispondevo che non era così. Non siamo pazze noi donne, arriviamo ad un limite di sopportazione tale che poi "scoppiamo" improvvisamente e senza apparenti avvisaglie. Mi dispiaceva rispondere con la mia apparente razionalità alle sue convinzioni. Si capiva che parlava perchè ha il cuore ferito, ma io dalla mia sentivo di potergli dire cosa prova il cuore di una donna. Raccontava della sua ex e io ci rivedevo me stessa. Diceva le stesse cose che ho pensato io. "Voglio trovare me stessa, voglio la mia dimensione...io non ti penso più". Quante volte me l'ero detta e quante volte ancora me lo dicevo mentre provavo a chiudere una storia che si trascinava ormai da tempo. Le donne, diciamolo, non sono folli. Hanno il dono della sopportazione. Spesso non vogliono fallire o ammettere di aver fallito ed una storia chiusa è sempre una sconfitta. Ma poi arriva il giorno in cui la misura è colpa e allora sembriamo straripare come un fiume in piena e soltanto chi non aveva voluto vedere non ha visto che la magia di un tempo stava svanendo. Magari la magia durasse per sempre.

Nei miei pensieri

Come faccio a non amarti? Anche se volessi non potrei, sei l'essenza segreta della mia vita, l'unico rimpianto di una gioventù andata e vissuta senza di te. Ti conobbi così per caso in un giorno che non ricordo, eri con lui, il grande amore della tua vita, io camminavo per Via Roma qui a Somma e all'improvviso mi sentii chiamare per nome, era stato un mio amico, amico di amici comuni. Era alla guida della tua auto e tu gli eri seduta a fianco, subito mi sconvolse la bellezza del tuo viso e quel colore indefinito dei tuoi occhi. Ricordo pensai che era molto fortunato ad averti come la sua donna. Poi passò qualche anno e per caso ti rincontrai, mentre parlavi con un altro amico in comune, avevi pianto, eri trasandata, non più amante della vita, lui ti aveva lasciato, lui il grande amore per fuggire con un'altra che credimi non e' nemmeno la decima parte di quello che eri e che sei. Ci parlammo, mi spiegasti tutto, cercai di aiutarti ma inesorabilmente mi stavo innamorando di te. Poi fu un maggio ricordo bene e mentre eravamo in macchina te lo dissi. Fu il silenzio tra di noi, ricordo era un sabato e il giorno dopo mi chiamasti e senza saperlo ci ritrovammo entrambi in un sogno bellissimo, ricordo di averti baciata sulle labbra e raggiunsi il Paradiso in terra. Il nostro e' stato ed e' un amore pulito, nel reciproco rispetto, vero senza interessi di sorta, due anime che avevano ancora bisogno di amare di sentirsi vivi. Pensa anche i momenti brutti ci hanno insegnato qualcosa, a volte per mesi non ci siamo visti, comandati da un orgoglio che non aveva modo di esistere e da una altrettanta gelosia stupida che non trovava nessun motivo di esistere. Non so se il nostro e' vero amore, ma stiamo bene insieme, io so di amarti e mi arrabbio da morire quando a volte non riesco ad entrare del tutto nella tua vita, ne tu nella mia. Spesso nei momenti della giornata per una assurda telepatia ci chiamiamo per telefono e quanto mi piace se la prima domanda tua è ''dove sei?'' ed io faccio la stessa cosa, quasi avessimo paura di perderci. Io ci saro' sempre anche quando tu decidessi di amare un altro, ci sarò perche sei tu e poi come si fa' a non amarti, quando la luna corteggia il Monte Somma e noi stiamo li a guardarlo? e poi mi dici, che il paese dove viviamo è bello perchè ci fa' sentire sereni. Questo ci basta. Orso marsicano

martedì 11 novembre 2014

La telefonata

Una telefonata e poi una domanda secca: "Ma ti sei fidanzata?". Non riuscivo a capire da cosa dipendesse quella richiesta. E perchè mai avrei dovuto fidanzarmi? Se da settimane...forse mesi, andavo dicendo in giro che non avevo alcuna intenzione di innamorarmi più. "Ma come", aveva risposto lui dall'altro capo del telefono, "è una ragazzo di San Giuseppe Vesuviano". "Si vabbeh, nulla di più folle". Insomma quella telefonata era assurda, però mi aveva aperto la mente. Che intenzioni avevo e perchè non mi volevo innamorare? "Fai come me", mi aveva detto il mio amico, "Io mi innamoro per un quarto d'ora. Io mi innamoro facilmente e così facilmente mi disinnamoro, ma amo sempre le donne con cui sto". Teneva ragione, a modo suo teneva proprio ragione. Almeno non era un fatto fisico il suo, solo ed esclusivamente fisico. Amava, seppur per il massimo di un mese amava. "E tu che vuoi fare? Vuoi restare zitella?". No, non voglio restare "zitella", ma forse sono proprio inadeguata per i tempi che stiamo vivendo. Se gli uomini della mia età, o quelli più grandi, hanno a disposizione ragazzine che ci vanno a letto dopo una sera e il giorno dopo gli dicono "E' stato bello, ma non ti illudere è stata solo una notte". Io che sono "all'antica" e a certe cose do' ancora un certo valore. Ne parlavamo l'altro pomeriggio all'"Angolo del Dolce" con me c'erano la "maresciallina" e Susan e avevamo convenuto di aver vissuto l'amore in modo totalizzante, e che oggi le storie che ci venivano prospettate erano da una "botta e via". Fugaci incontri e a che servivano? Non è quello che cerchiamo, e non per un fatto morale, sia chiaro, una bella "scopata" è sempre appagante, ma poi? Non ci dovrebbe essere un poi? Personalmente mi sento scalzare di continuo dalle ragazze che vanno dai 20 ai 30 anni. Troppo sveglie. Loro sono cresciute senza le "Pippe mentali" che i nostri genitori hanno imposto a noi. Loro vivono con leggerezza, scelgono e non aspettano di essere scelte. Insomma, una telefonata scherzosa era diventata una riflessione pomeridiana. Ma forse la pioggia e il buio avevano contribuito ad aumentare la malinconia. Era meglio lasciar stare e scendere a prendere un po' d'aria. Eccolo il cellulare, un messaggio via WhatsApp. "Ci prendiamo un caffè?" avevo scritto a Susan. "Si dammi 20 minuti e ci vediamo da Lina". Ok un caffè e l'amore poteva aspettare.