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lunedì 7 agosto 2017
Il silenzio e la passione
"Non era un alert per te, nè per eventuali problemi: siamo abbastanza adulti per comprendere che non è il caso di fare stronzate". Lui le aveva scritto così all'ennesimo messaggio in cui lei gli aveva chiesto un incontro (dopo quelli passionali che ci erano già stati) e si era dimostrata "attaccata", troppo. Ma del resto lei faceva sempre così. Cominciava una relazione con un uomo e diventava asfissiante, tanto che in una competizione elettorale un uomo politico che si era fatto "tentare" aveva dovuto raccontare a tutti che non era più riuscito a "farsela scendere di dosso".
Lei era sposata, da pochi anni quando riceveva questi messaggi, e non si era fatta alcun problema a tradire il marito. Del resto lo dicevano tutti, lo sapevano tutti, forse erano una "coppia aperta". Questa era una delle relazioni che aveva imbastito in ambito lavorativo. Facile incontrarsi nel primo pomeriggio con la scusa del lavoro. Aveva usato sempre quella anche con un precedente amante (quello storico), aveva avuto l'ardire di lasciare la sua auto sempre, e per ore, sotto il suo ufficio dell'epoca.
Ora continuava a cercare uomini che soddisfacessero la sua voglia di attenzioni e non soltanto.
Ne aveva scelto uno più grande, sposato e padre, un intellettuale con la passione per la musica.
"Appuntamento a più tardi.....quando vuoi ...la domanda non è nè cattiva nè porca...ho solo voglia di te".
Glielo aveva detto. Ferma, decisa, come aveva sempre fatto. e lui: "Porca? Va bene...baci, ma molto di più". Avevano continuato così, ricordando i baci che si erano già scambiati.... ".
Una passione che la travolgeva: "Hai presente il quadro clinico?", scrisse lei al suo barbuto amore, "Vuoto allo stomaco, ovatta nella testa, blackout del cervello, sguardo da Alice nel paese delle meraviglie...cellulare (che non prende, cavoli) sempre a portata di mano, controllo posta maniacale...tachicardia..mi serve una cura". E poi la passione consumata e ricordata per poterla rivivere presto in un nuovo appuntamento.
"Vorresti uscire un po' dai miei pensieri", aveva scritto lei, appassionata di letture, e citazioni dotte, "Che non mi lasci concentrare sul lavoro...e non riesco a dimenticare dell'altro giorno, o meglio ci continuo a pensare"....
CONTINUA?
Una storia che potrebbe continuare con altri dettagli, che potrebbe raccontare della dama bianca e del suo grande amore (quello vero, non il marito, stupida copertura per una cittadina bigotta).
Dipende, gli scrittori per raccontare storie di vita vissuta hanno bisogno di ispirazione..magari leggendo quello che sto leggendo l'ispirazione continuerà a permettermi di scrivere e di raccontare altro, o chissà a farmi decidere di cambiare argomento potrebbe essere la prova che la gente intelligente sa stare in silenzio
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martedì 12 gennaio 2016
Addio, l'ultima lettera
Sto scrivendo l'ultima lettera. L'ennesima e l'ultima. Dopo tanti anni insieme questa volta ho scritto addio. Non l'avevo mai fatto, in nessuna delle nostre litigate avevo scritto addio. Sembra una sciocchezza, ma non lo è. Devo far capire al cuore quello che la testa ha compreso già tanto tempo fa. Le cose finiscono, l'amore eterno non esiste. Le coppie che restano insieme lo fanno per tante ragioni diverse, ma non credo lo facciano per quello che comunemente chiamiamo amore. Poi oggi le tentazioni e le distrazioni che possono uccidere l'amore sono tante, troppe. Quelle tecnologie che dovevano aiutarci a rendere tutto più facile forse la vita ce la stanno distruggendo. Non sopravvive l'amore, ma neanche le amicizie. Ormai il virtuale attrae più del reale e i sentimenti finiscono nel cesso.
Sto qui, ascolto musica, l'ennesima notte insonne. Non voglio piangermi addosso, non mi rimprovero niente. Io ho amato, davvero e se le cose non sono andate bene non mi ritengo responsabile di nulla. Meglio non sapevo e non potevo fare. Forse non eravamo fatti per stare insieme, e ce lo dicevano tutti. Ma io testarda ci avevo creduto alle tue parole d'amore, alle mille promesse fatte e non mantenute, al prospetto di una vita insieme. Oggi sto qui davanti al pc, ascolto la musica e mi chiedo se questo dolore fastidioso si affievolirà presto. Il dolore della sconfitta, del non esserci riuscita ad ottenere quello che avevo sognato. Avevo sognato una famiglia, una vita serena, un marito innamorato e fedele. Avevo sognato di dividere i miei problemi in due, di essere più "leggera" perchè ero la metà di un solo essere. Ma i sogni si infrangono, spesso contro donnette da quattro soldi, contro mogli insoddisfatte che cercano di rovinare la vita agli altri, contro l'egoismo di uno dei due. Ho sognato e ora mi devo svegliare. Ed è una doccia fredda. Ed io le docce non le sopporto, ho sempre preferito i bagni caldi e lunghi, quelli che servono per farti riflettere. Quando stai dentro la vasca con l'acqua bollente che ti arriva quasi fino alle orecchie, le candele accese e la musica che ti fa compagnia. Ecco quella è la vita che sognavo, calda e avvolgente. Lo è stata, certo che lo è stata. Ci siamo amati ed è stato bello e travolgente, abbiamo sfidato tutto e tutti. Abbiamo spostato le montagne e siamo rimasti insieme. Abbiamo vissuto senza avere nulla, e ci bastava il nulla che avevamo. Ci addormentavamo una nelle braccia dell'altro e ci svegliavamo con un bacio. Sognavamo dei nostri figli, sapevamo i loro nomi. Ma poi non li abbiamo mai fatti perchè i figli hanno bisogno di certezza, hanno bisogno di stabilità e noi eravamo tutto tranne che stabili e sicuri. L'amore poi è cambiato. Tutte le cose cambiano e ora mentre scrivo mi scendono le lacrime e so che tutto era bello, ma il bello cambia e si trasforma in brutto, in triste, in banale. E' capitato a noi. Lo abbiamo fatto capitare, lo hai fatto capitare. Si dice che quando una storia finisce dovresti augurare all'altro il meglio, scusa ma io non ci riesco proprio. Io ti auguro di trovare una donna che ti faccia soffrire come mi hai fatto soffrire tu. Che ti faccia ingelosire per i messaggi cancellati su whatsapp, per le conversazioni con uomini sposati su Facebook, per i troppi sorrisi scambiati per strada, per la troppa confidenza che darà a tutti. Una donna che si dimentichi del tuo amore come tu hai dimenticato il mio.
Addio, l'ho scritto, adesso devo soltanto ricordalo per dimenticare
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venerdì 8 gennaio 2016
D'amore si soffre e non si scappa
Ero lì seduta. Seduta davanti al pc, cuffie in testa e cercavo di capire per l'ennesima volta che stava accadendo. Avevamo litigato di nuovo, non ci sentivamo da giorni e io dovevo davvero chiudere. Non c'era altro modo per continuare, ci facevamo soltanto tanto male. Lui non era cambiato e per giustificare i suoi errori accusava me di cose inesistenti. E allora basta. Soffro? certo che soffro, sarebbe bello se quello che ti passa per la testa venisse compreso dal cuore subito. Come se la parte razionale di noi avesse il sopravvento. Non funziona così, si soffre, si sta male...si mangia...si apre il frigorifero anche soltanto per prendere qualcosa che per un attimo ti dia quel senso di pienezza che non senti. Ti senti vuota dentro quando soffri per amore. Ma l'amore non dovrebbe fare soffrire, non dovrebbe far male. Così racconta la letteratura romantica e ma non funziona manco questo. Stasera sto qui, davanti al pc e scrivo. Penso a te, penso a noi, penso agli anni persi e a quello che volevamo e non avremo. Penso a quello che ho perso e non tornerà, a chi mi è passato accanto ed ho ignorato. Penso e pensare fa male. Tu magari invece sei già in qualche bar alla moda con il tuo amico di scorribande. Non ti auguro di conquistare l'ennesima donna e vivere felice..se esiste una giustizia una donna dovrà fare a te quello che hai fatto a me in tutti questi anni in cui mi sono illusa che il sogno di un amore potesse salvare entrambi.
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giovedì 8 ottobre 2015
Passione e amore, cosa dicono gli uomini davanti ad un caffè
"Sono innamorato di mia moglie, ma profondamente insoddisfatto e quello che cerco lo cerco nelle altre donne". Lo aveva detto davvero? Mentre appoggiavo la tazzina al tavolino stentavo a credere che nella stessa frase ci potesse essere la parola "amore" e "altre donne". Così ho alzato lo sguardo ..l'ho guardato. Quell'uomo diceva sul serio, era sereno nel dirlo e sembrava crederci davvero. Così come l'amico che aveva affianco. Per tutta la sera lui ci aveva dedicato ( a me, Susan e alla maresciallina) canzoni di Califano, perle di poesia devo ammetterlo, Il Califfo sapeva proprio come parlare alle donne. Erano due uomini, ragazzi non li si poteva chiamare, che ai tempi dell'adolescenza erano stati belli, quelli che di solito fuori scuola cerchi con lo sguardo e li trovi sulle motociclette pronti a partire e sempre circondati da ragazzette adulanti. Adesso forse gli anni e le "costrizioni" pesavano, come pesano a tutti e c'era un velo di malinconia nei loro occhi, soprattutto del più silenzioso. Era stato il silenzio quasi tutta la sera e poi quelle poche parole così dirette, allora mi aveva incuriosito e gli avevo dato corda, la volevo capire bene questa cosa dell'amore e della passione vista da un uomo. "Quando due persone adulte si vogliono c'è poco da fare, ma questo non c'entra assolutamente con l'amore". Seppure sembrava assurdo mi ha fatto capire quello che spesso deve aver detto il mio ex...che l'amore e il sesso sono due cose diverse. Che peccato che la mia testa questa cosa non la vuole proprio capire. Ma per certi uomini deve essere così, passione e amore sono due cose diverse. Scema io che in tutti questi anni ho pensato potessero andare a braccetto. Non so se facesse sul serio e se davvero cercasse altre donne, magari quelle cose me le ha dette solo per fare "colpo". del resto è difficile che io mi incuriosisca agli uomini e li stia ad ascoltare, lui per un po' c'era riuscito e mi aveva dato nuove nozioni sulle quali era importante riflettere.
Che dite: L'amore va cercato da una parte e la passione da un'altra? O la perfetta combinazione esiste davvero?
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lunedì 27 aprile 2015
Gli uomini? Fuggono...più gli dai e più fuggono
Eravamo al bar, come ogni domenica pomeriggio, per il nostro consueto caffè. Parlavamo di uomini. Commentavamo che spesso quelli di oggi hanno "paura". Prima ti cercano, ti scrivono, sembrano interessati e poi spariscono. Io ormai ho rinunciato a capirli. Uno mi ha addirittura "bloccato" su Facebook, sarei una sorta di "stalker". Fortunato lui a non sapere cosa sia davvero una stalker. Scambiare l'affetto per ossessione, come si fa? Oggi che la frenesia dei tempi moderni ti fa consumare il sesso e l'amore come fossero un caffè. Dove amare sembra un'eresia. Basta, mi sono un po' scocciata di questa cosa. Quando sei freddo la gente crede che sei distante, snob, "montato". Quando ti decidi e ti "apri" facendo uscire fuori davvero quello che sei dicono che esageri. Dove sta la via di mezzo? Esiste? Io difficilmente mi affeziono, non mi piace dire "tvb" se non lo penso davvero. E difficilmente le persone riescono ad aprire una breccia nel mio cuore però quando lo fanno vorrei avere attenzione, l'attenzione che do io. Invece...invece di solito una volta che hanno ottenuto il mio pieno interesse le persone spariscono. Non riesco a capire se il problema sono io. Anzi, diciamolo, per un periodo ho pensato di essere davvero io il problema. Poi ho sentito le mie amiche che parlavano, sentivo le loro storie e mi rispecchiavo in pieno. "Quello non chiama più"... "mi ha bloccato su whatsapp" "Che ho fatto di sbagliato? Io gli ho soltanto detto quello che provo" "peccato mi mancava". E non è che la cosa valga solo per gli eterosessuali. I gay non sono da meno. "Ok, mi avete consigliato di scrivergli e da allora non l'ho sentito più". Ecco....andiamo bene... "ci mancavano". Quante volte l'ho pensato. Anche a me lui mancava, ma non potevo dirglielo, non dovevo dirglielo, quando gliel'ho detto si è chiuso a riccio. E' scomparso ed io ho fatto la figura della stupida. Quando vado sul cellulare e ripercorro la cronologia delle nostre telefonate mi accorgo di quanto sono stupida.
Io l'ho cercato sempre, salvo quando sono sparita per un mese. Aveva esagerato. Aveva detto cose bruttissime e io avevo deciso di chiudere questo strano rapporto d'amicizia. Poi lui è tornato. Come se non fosse passato neanche un giorno. Ha detto che mi vuol bene, e di più di quanto gliene voglio io. Nei mesi scorsi mi aveva detto che il nostro rapporto, strano, complesso, improbabile..un'amicizia mista a non si sa cosa, non sarebbe finito mai che però sarebbe stato perfetto quando entrambi avremmo trovato il nostro equilibrio sentimentale. E forse ha ragione.
Sono convinta che le persone nella vita non le incontriamo mai per caso. Fanno parte di un destino e quindi ogni presenza ha un significato. Quale sarebbe il suo? Forse quello di farmi capire che è ora di cambiare? Si può stare tanto male per uno che va e viene? Una volta gliel'ho scritto. Gli ho mandato una lettera e gliel'ho detto "non leggere questa lettera come quella scritta da una donna innamorata. Se lo fossi a quest'ora sarei sotto casa tua ad aspettare il tuo rientro per chiederti anche soltanto un bacio....Leggila, invece, come quella scritta da una donna che ti vuole bene perchè, in modo o in altro, ha visto in te una bella persona di quelle che ti arricchiscono quando ti permettono di far parte davvero della loro vita". E sapete che è successo? Niente...sto ancora aspettando una risposta.
Io l'ho cercato sempre, salvo quando sono sparita per un mese. Aveva esagerato. Aveva detto cose bruttissime e io avevo deciso di chiudere questo strano rapporto d'amicizia. Poi lui è tornato. Come se non fosse passato neanche un giorno. Ha detto che mi vuol bene, e di più di quanto gliene voglio io. Nei mesi scorsi mi aveva detto che il nostro rapporto, strano, complesso, improbabile..un'amicizia mista a non si sa cosa, non sarebbe finito mai che però sarebbe stato perfetto quando entrambi avremmo trovato il nostro equilibrio sentimentale. E forse ha ragione.
Sono convinta che le persone nella vita non le incontriamo mai per caso. Fanno parte di un destino e quindi ogni presenza ha un significato. Quale sarebbe il suo? Forse quello di farmi capire che è ora di cambiare? Si può stare tanto male per uno che va e viene? Una volta gliel'ho scritto. Gli ho mandato una lettera e gliel'ho detto "non leggere questa lettera come quella scritta da una donna innamorata. Se lo fossi a quest'ora sarei sotto casa tua ad aspettare il tuo rientro per chiederti anche soltanto un bacio....Leggila, invece, come quella scritta da una donna che ti vuole bene perchè, in modo o in altro, ha visto in te una bella persona di quelle che ti arricchiscono quando ti permettono di far parte davvero della loro vita". E sapete che è successo? Niente...sto ancora aspettando una risposta.
mercoledì 11 marzo 2015
Lei, lui e l'amica di famiglia
Nella nostra città spesso veniamo sconvolti da situazioni che ci invidiano pure gli sceneggiatori delle fiction. Ma in questo caso di finzione ce n'è ben poca. Ma partiamo dal principio....
Nella nostra "ridente" cittadina...tra le tante brave famigliole spiccano certe "donnine" mascherate da santine...che covano nell ombra....
Quello che andrò a raccontarvi ha "apparentemente" 3 protagonisti: lei(la moglie), Lui (il marito), L'altra (l'amante)
Ok, direte voi....dov'è la novità. .. la novità c'è. ... perche l'altra (l'amante "pudica e riservata") frequentava la casa di lei come un amica pura e sincera....
Lei (la moglie splendida donna e meravigliosa persona) fiduciosa e socievole accettava tranquillamente queste frequentazioni di casa...come normali incontri tra donne per far giocare i bambini....
Lui (il marito di bell'aspetto) come nei migliori film...si è fatto rigirare dalla "gatta morta"......
E da un anno sotto gli occhi (foderati di prosciutto) di tanti...la tresca andava avanti....fino alla calata del siparietto. Cari amici...care amiche.... un vecchio detto dice....fidarsi è bene...ma non fidarsi è meglio....eh! Dimenticavo...certi vicchiarell dicono: "si chiuvesser tarall a Somma , ne cadrebbero pochi a terra.....meditate....meditate....
Il giustiziere sommese
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venerdì 20 febbraio 2015
Segretamente ...ti amo
Segretamente, pensavo al significato di questa parola, la si usa spesso per cercare di nascondere qualche sentimento, o qualcosa che si conosce da solo. Segretamente si ama, segretamente si odia, segretamente si ride, si piange, forse si vive, segretamente si pensa a sogni che da una vita ti proponi di realizzare.Spesso per meditare in santa pace, mi fermo per i viottoli giu' al vallone dietro la Chiesa di S.Maria a Castello, li in quel poco di pinetina, che spesso la pioggia rende non praticabile. E allora sotto gli alberi di pino, ritrovi le pigne secche, smembrate dai merli e dalle cornacchie per tirare fuori i pinoli, e mi piace cercare sui tronchi quella resina odorosa color ambra che chiamiamo incenso. Poi segretamente dal belvedere della piazzetta della chiesa, vedi tutta la valle vesuviana, e nei giorni di bel tempo vedi i capannoni della Fiat a Pomigliano, la statale 7 bis, quasi tutta a sinistra gli aerei che si accingono ad atterrare a Capodichino e poi di fronte a te i Monti dell'Appennino Campano. Pensi che la vita allora e' bella, che segretamente anche se ami una persona solo immaginare il suo volto, il suo sorriso, la sua vita di tutti i giorni ti fa' star bene. Diciamo di volerci bene, ma io all'amicizia tra un uomo e una donna non ci credo, esiste un punto estremo che una volta passato non e' piu' amicizia, ma e' un sentimento piu' forte. Vorrei gridartelo che ti amo, ma segretamente me lo tengo per me e non so' comprendere che senso ha quel tuo offrirmi a volte all'improvviso una carezza ed un bacio sulle labbra. Segretamente ti amo tanto da accontentarmi anche di pochi riflessi di vita, di una telefonata, di una pizza insieme, come e' strana la vita. C'e' chi palesemente ha detto di amarmi, mi corteggia e per un uomo e' il top, ma io segretamente non la amo e non le faccio il filo. Segretamente amo te......mistero della vita..........
giovedì 19 febbraio 2015
Lupa, il Fico, la Strega, il Demone di Curtaucci Fabula Bruscianese
Piano dissi a me stesso, cercando di rialzarmi,ero tutto dolorante, dopo molti tentativi,e con non pochi sforzi, finalmente mi ritrovai in piedi,adossato ad un grosso albero, la testa mi girava, ero tutto intontito, ma incominciai piano a focalizzare tutto cio' che era intorno a me', intravidi a terra non poco lontano, un corpo, una forma, qualcosa di bruno, non ci misi tanto per capire,era un grosso cane, o forse un lupo, di un pelo folto nero, scuro come un diavolo,stava li disteso, giaceva come morto, senza muoversi, lo osservai con piu' attenzione, avvicinandomi piano,evitando di calpestare il fogliame secco e di non fare il benche' minimo rumore,osservai con circospensione attento a qualsiasi movimento aveva gli occhi socchiusi attorniato da un velo di umori lucidi quasi ad esprimere la sua sofferenza, dal suo pelo fulvo rivoli di un colre rubino contrastava la la sua magnifica pelliccia quasi sporcandola, era sangue,capii' che doveva essere ferito,dovevo fare qualcosa, e presto,prima che morisse dissanguato,con timore cercai dandomi forza, di avvicinarmi il piu' possibile, per soccorrerlo, non me ne accorsi ma quanto gli fui molto vicino quasi a 'sentire il suo alito vitale e tremolante,in un baleno ,quasi magico lui apri' gli occhi' ed un anelito di vita sferzante lo animo' i suoi denti bianchi enormi ed appuntiti si digrignarono in una smorfia di sfida, facendomi capire che lui' era vivo e ancora con forza di combattere e per difendersi, il silenzio cadde tra noi due, ci osservammo a lungo studiandoci entrambi cercando di capire come e' chi doveva attaccare per primo, e chi doveva essere il vincitore colui che aveva diritto alla vita, una leggera pioggerellina incomincio' a scendere, in un cielo ormai carico di satolla di funesta e nerea pioggia , che piano divento' un diluvio, le sbiadite foglie secche del bosco incominciarono quasi come una danza, a muoversi trascinate dai piccoli rivoli d'acqua che si formavano in pozze piu' grandi e crescenti, e noi li' immobili a confrontarci, attimi ,forse ore, sembrava che il tempo si fosse fermato, un tempo infinito, lui, il lupo, non so' forse se lo feci io, abbasso' gli occhi o li abbassammo entrambi stanchi di affrontarci, ed io capii' che voleva essere aiutato, mi avvicinai con timore e la paura di essere azzannato, piano, ma i suoi occhi mi fecero capire che la lotta era solo rimandata, energicamente ,con forza non mia , cercai senza fargli del male, di sorreggerlo tra le mie braccia, un latrato di dolore o forse un richiamo, a chi, o cosa, non so', un guaito, di richiamo, forte, mi fece capire che non dovevo aver paura di lui, cominciai il mio cammino con una nuovo amico, anche se ferito in modo alquanto serio, lui o lei, dopo me ne accorsi, non era un lupo ma una femmina, una lupa, camminavo in un intricata selva fitta di selci che ostacolavano il mio cammino, fatti di grandi abeti che sfidavano il cielo che non riuscivo a intravedere per il forte temporale, ed io col mio fardello di carne e sangue fradicio di acqua a cui mi aggrappavo e tenendolo stretto per infondergli quel poco calore che il mio corpo emanava, cercando, di orizzontarmi , e di trovare un posto all' asciutto ove riparare, per me e per la mia amica, ma tutto era uguale e le nuvole stracolme di acqua, venivano giu' colpendomi con forza quasi a castigarmi e mi riusciva difficile capire ove mi trovassi, ma la forza che anelava in me' era cosi' forte, che non ne sentivo il peso, e neanche la stanchezza, ed i miei passi erano cosi' leggeri, quasi guidati da un istinto, l'istinto ribelle, che preserva la vita, un' attimo, suggestione? un leggero fruscio alle mie spalle, mi girai piano quasi di soppiatto osservando con intensità' ove il mio sguardo piu' lontano potesse arrivare , mi accorsi di qualcosa, una figura, un ombra tra gli alberi, mi seguiva non ne ero certo ma il mio istinto mi metteva in guardia un sesto senso, mi avvisava di un pericolo, imminente, e forse tragico, c'era qualcosa, non riuscivo a capire ma c'era qualcosa che non era tanto lontano da me e, si nascondeva e mi seguiva nel piu' folto degli alberi non so cosa era, mi fermai di colpo, tutto si zittiva un fremito mi pervase il corpo, il cuore mi batteva forte quasi impazzito, il suo pulsare lo sentivo forte,rimbombando nelle mie orecchie quasi scoppiare, la mia fronte ed il mi capo fradicio e bagnato improvvisamente grondavano piccole perline di sudore , avevo caldo molto caldo , era paura, una paura che ti immobilizza , che ti attanaglia la gola e non ti fa capire piu' niente, e non riesci piu' a ragionare, con disperazione cercai portandomi alla cintola, di afferrare il mio pugnale, il mio fedele amico colui, che in tante avventure mi aveva salvato la vita, la mia mano tocco' il niente, non c'era , ero indifeso, non avevo nulla con cui barattare e difendere la mia misera vita,un pensiero folle attraverso' come un fulmine la mia non piu' sagace mente, lo avevo perso? o forse chi o qualcuno di chi mi aveva colpito me lo aveva tolto solo allo scopo di rendermi indifeso? la paura che prima aveva preso posto nel mio pavido e debole corpo si trasformo' piano piano in terrore prima alquanto sopportabbile, ma poi sopraggiunse piu' forte, come un rantolo di morte, imminente, ove non puoi piu' sottrarti , uguale ad un gelido rigurgito che rifiuta la vita, ove tu non sei, e non rappresenti che il niente, e pensi che tutto sia finito, ma??????????
Poi vi raccontero''''''' in seguito se sarete ancora qua'
Nanù
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Aspettando
Aspettando, il tempo trascorso in un mesto silenzio,
Sapere che sei li' e non potere cambiare le cose,
Essere solo, perche' troppo debole nei confronti dei tuoi mancati ideali,
Vivere in apatia sorridendo,finzioni che ti lasciano stanco,
Ma tu non sei niente, ma ti immedesimi in ciò', ove le cose che pensi aborriscono alle interpretazioni,
Ci sei?,cosa? sono io? per favore lasciami entrare ,dove? in te, ne ho bisogno,
Attendo,prima che mi raggiunga il perche' sono nato ora?
Vorrei tornare in tempo per non sentirti piangere,
Vorrei che il vento fermasse le tue lacrime,
Vorrei non sentirmi in colpa per le tue guance arrossate dal pianto ,non lo meriti,
Vorrei che l'alba non iridasse il nuovo giorno, per solo non vederti infelice,
Luci, attimi,voci,tempo, vorrei vorrei,
Non si può' fermare ciò' che si e' incominciato,
Non si può' privare a chi crede i propri sogni,
Non potrò' mai fermare il tempo,solo per non vederti invecchiare nel tempo,
Non si può' credere in tutto ciò' che ci circonda o ciò' che e' male,
Non puoi rifiutare il mio sorriso,non puoi chiudere la tua vita in un attimo
Non puoi rifiutare i miei sorrisi ,il mio amore , i miei sogni
Il tempo, verro ricompensato? forse?, tendimi le tue mani se puoi, cosa?
Potrei, ma non posso ,i tuoi occhi grandi,attoniti, immensi, lucidi, perché'?
Sono entrato, non piangere,non lo meriti, lo faro' io,
Il tempo, apparire ,ed essere incauti nelle tue decisioni,momenti, idee,tante, confusione,
Ti ho aspettato, ma tu non c'eri, forme, figure, tutto ciò' che vive,
Meteore evanescenti,ferme, nel silenzio, cosa?, perché'?
Io sto' qui' a sentirti senza parlare,vorrei andarmene, ma ,non posso,
Gioie remote mangiano i miei pensieri,io sono qui,ed aspetto le tue decisioni,
Non so' se verrai, le mie ombre mi lasciano stupito,anche quando scompaiono,
Sei bella, mi mancherai, quante vite trascorse, solo per conoscerti,
Il tempo ,immane,desiderando, che fermasse i tuoi pensieri,quando, cosa dici, non capisco,
Senza di te non saprei cosa fare,sorrisi che si nascondono alla vanità', perché' osceni,
Vivo in un sortilegio, apri,voglio entrare,magia, non vieni, io sono solo, non ho piu' niente,
Vorrei che tu guardassi nei miei occhi,vedi, non dicono bugie, ma comunque lacrimano,
Vorrei che tu toccassi le mie mani,sono limpide, perché' non hanno fatto mai violenza,
Vorrei, che tu guardassi nel mio cuore, traspare di amore,
Nella mia mente solo pensieri felici,
Vorrei ritrovarmi in te solo per insegnarmi,
Se solo tu avessi tempo, tempo che tu non puoi quantificare,
Le ingenue carezze, sono svanite,lasciando solo una scia di silenzio,
Tempo,tempo, era ora, era ieri era domani,non so quando,
Quanto tempo,ormai a ciò' non so rispondere,
stare qui seduto con le mani nei capelli oramai gia' bianchi
e pensarti intensamente
quanti ricordi,
sbiaditi, come il tuo viso che piano ha incontrato il tempo
la forza di un amore che ora e' ancora intenso e ogni giorno
mirandoti mi rende piu' forte
grazie per tutti i sorrisi che non ho meritato !
Nanu'
lunedì 2 febbraio 2015
Una donna mai conosciuta e che attendo invano
9 gennaio 2010 alle ore 22.01
SEI, quello che tu vedi non dimenticarlo, mai potrai nascondere la realtà', mai nei meandri della tua mente nascosta,sarai sempre una bambina dolce e sorridente, si perche' tu lo sei ma non riesci piu' a vederti, bisogna che ognuno di noi taccia le sue colpe, e sia più' umile verso chi e' graziato dall'ingiustizia e solo con la bontà' potrai credere a coloro che vivono in un mondo di fiabe , essi sono felici e puri di animo. IL MIO AMORE vivrà' oltre i confini dell'immaginazione e sopporterà' il peso di chi non crede e vive nell'apatia, la mia forza la puoi apprezzare solo con la dignita' della mia vita che ho vissuto con tenerezza,e senza colpe i miei pensieri che mi hanno accompagnato nei momenti piu' intensi e piu' sereni sono finiti troppo in fretta per aime' accorgermene in tempo per apprezzarne il vuoto del silenzio, il mio tempo e' stato, ed ora nell'ombra rimango solo,con un ultimo rauco urlo zittito dal dolce tuo ricordo,solo chi ha provato il dolore puo' capirti, e sono pochi gli eletti in cui io possa ammirarmi perche' non ho forza per poter aspirare ai tuoi pensieri, forse e se dove poi ci ritroveremo accanto più' avanti del tempo, solo per vederti felice. IMPARERO' ad amarti restituendoti ciò' che ho imparato guardandoti negli occhi ove e' difficile mentire la mia rinascita e' nella spontaneità' dei tuoi pensieri felici, ed io berrò' alla fonte della tua anima condividendo di tutto cio' che c'e' di dolce in te. CREDO, che non esista paragone tra te ed una stella chi e' al di sopra delle cose ha scolpito in te ciò' che sia ora piu' bello nel creato dipingendoti ed amalgamandone i colori piu' belli tanto da impreziosirti piu' di una gemma, fintanto da rendere gelosa anche la luna dormiente.Le albe si susseguiranno nel tempo cosi' anche i tramonti ma il mio dolce pensiero d'amore per te rimarrà' intatto poiche' c'e' speranza in tutti in cio' in cui si crede ed in cio' che all'infinito e' piu' bello. L'AMORE
Nanù
venerdì 16 gennaio 2015
quando l'amore resiste a tutto
Il video che vi mostro di seguito è molto forte, duro ma di una tenerezza infinita.
Molti probabilmente non capiranno come sia possibile che l'amore possa essere così eterno e senza riserve.
Io lo so, l'ho vissuto e sono stata spettatrice della stessa medesima situazione.
Ho guardato mia madre accudire mio padre allo stesso modo.
In quest'uomo ho rivisto mia madre, gli stessi atteggiamenti, la stessa tenerezza, lo stesso immenso ed infinito amore. Fino alla fine.
Vi consiglio di guardarlo tutto dall'inizio alla fine.
Quando l'amore resiste a tutto.
http://www.video.mediaset.it/video/xlove/clip/507852/nina-quando-l%E2%80%99amore-resiste-a-tutto.htmlhttp://www.video.mediaset.it/video/xlove/clip/507852/nina-quando-l%E2%80%99amore-resiste-a-tutto.html
Molti probabilmente non capiranno come sia possibile che l'amore possa essere così eterno e senza riserve.
Io lo so, l'ho vissuto e sono stata spettatrice della stessa medesima situazione.
Ho guardato mia madre accudire mio padre allo stesso modo.
In quest'uomo ho rivisto mia madre, gli stessi atteggiamenti, la stessa tenerezza, lo stesso immenso ed infinito amore. Fino alla fine.
Vi consiglio di guardarlo tutto dall'inizio alla fine.
Quando l'amore resiste a tutto.
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Per sempre
Ti ricordi? Ci siamo conosciuti in un giorno di aprile di tanti anni fa, nella piccola Chiesa del nostro rione, avevamo la stessa età, appena ventenni entrambi. Ricordo che era la notte della Santa Pasqua, allora facevo parte del coro della Parrocchia, come organista e la Chiesa era piena di fedeli in attesa della funzione che sarebbe avvenuta tra qualche minuto ancora. All'improvviso comparisti tu, ricordo ancora indossavi un cappottino bianco, che esaltava ancora di più i tuoi riccioli d'oro, e mi sembrasti bellissima. Chiedesti il permesso di vedermi suonare, perche' volevi imparare, ed io colsi l'occasione per chiederti il nome e dove abitavi. Poi i nostri destini si incrociarono, ed io ti chiesi da una cabina telefonica, poiche' allora non c'erano ancora i cellulari, se potevamo avere una storia d'amore e così fu. Vivevamo uno in funzione dell'altro, ricominciai a studiare seriamente di nuovo e mi diplomai, non l'avevo ancora fatto, poiche' pur avendone le capacita' rifiutavo lo studio, ma il diploma mi serviva quale chiave per venire a chiedere la tua mano ufficialmente a tua madre. Avevi perso tuo padre da pochi anni ed era tua madre che decideva. Ricordo ancora quel giorno, abitavamo a poche centinaia di metri di distanza, e quando bussai alla tua porta, mi aprì tua madre con un sorriso di occasione, ma rigida come un maresciallo che esamina i suoi sottograduati. Finalmente il sogno si era realizzato, crescemmo insieme tra gioie e dolori, poi il primo lavoro serio che ci diede la possibilità di sposarci, e poi dopo qualche anno i problemi, l'azienda dove lavoravo chiuse, e allora vennero momenti brutti, ma ce la facemmo, addirittura mi aiutasti a laurearmi, conservo la Tesi come una cosa sacra, anche perche' me la scrivesti a macchina tu, ti ricordi? Poi lasciammo Somma, per un nuovo lavoro, ci spostammo in un'altra regione insieme a nostra figlia che aveva solo pochi mesi, e continuammo a vivere, poi finalmente la ciliegina sulla torta un concorso statele vinto, il mio nuovo lavoro, era cosi' tutto straordinario. Poi le prime incomprensioni, i primi litigi, e la vita ci ha visti lontani, pur vivendo tutti e due a Somma. La tua verità, il non amarmi più, è stata dura ma me ne sono fatto una ragione, non si comanda al cuore, ne si compra l'amore. I nostri sogni, sono svaniti nell'oblio del tempo , rimangono solo i ricordi, che spesso nei momenti piu' strani rivivono. Rivive la nostra vita nell'eco di una canzone o in quei giorni particolari che ci hanno visti felici. Io non so piu' dirti se oggi ti amo, forse no, quella persona che ero io tanto tempo fa è morto, non c'e' più niente, ma una cosa voglio dirti, ci siamo giurati amore PER SEMPRE anche davanti a Dio, e se il tempo non finisce, poiche' e' infinito, anche cio' che siamo stati l'uno per l'altro è PER SEMPRE.E' un teorema tempo spazio che niente e nessuno potra' mai variare, solo Dio ha questa facolta'. Quindi PER SEMPRE, in quello spazio tempo, noi ci saremo sempre, come allora.
Orso Vesuviano
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giovedì 20 novembre 2014
Nei miei pensieri
Come faccio a non amarti? Anche se volessi non potrei, sei l'essenza segreta della mia vita, l'unico rimpianto di una gioventù andata e vissuta senza di te. Ti conobbi così per caso in un giorno che non ricordo, eri con lui, il grande amore della tua vita, io camminavo per Via Roma qui a Somma e all'improvviso mi sentii chiamare per nome, era stato un mio amico, amico di amici comuni. Era alla guida della tua auto e tu gli eri seduta a fianco, subito mi sconvolse la bellezza del tuo viso e quel colore indefinito dei tuoi occhi. Ricordo pensai che era molto fortunato ad averti come la sua donna. Poi passò qualche anno e per caso ti rincontrai, mentre parlavi con un altro amico in comune, avevi pianto, eri trasandata, non più amante della vita, lui ti aveva lasciato, lui il grande amore per fuggire con un'altra che credimi non e' nemmeno la decima parte di quello che eri e che sei. Ci parlammo, mi spiegasti tutto, cercai di aiutarti ma inesorabilmente mi stavo innamorando di te. Poi fu un maggio ricordo bene e mentre eravamo in macchina te lo dissi. Fu il silenzio tra di noi, ricordo era un sabato e il giorno dopo mi chiamasti e senza saperlo ci ritrovammo entrambi in un sogno bellissimo, ricordo di averti baciata sulle labbra e raggiunsi il Paradiso in terra. Il nostro e' stato ed e' un amore pulito, nel reciproco rispetto, vero senza interessi di sorta, due anime che avevano ancora bisogno di amare di sentirsi vivi. Pensa anche i momenti brutti ci hanno insegnato qualcosa, a volte per mesi non ci siamo visti, comandati da un orgoglio che non aveva modo di esistere e da una altrettanta gelosia stupida che non trovava nessun motivo di esistere. Non so se il nostro e' vero amore, ma stiamo bene insieme, io so di amarti e mi arrabbio da morire quando a volte non riesco ad entrare del tutto nella tua vita, ne tu nella mia. Spesso nei momenti della giornata per una assurda telepatia ci chiamiamo per telefono e quanto mi piace se la prima domanda tua è ''dove sei?'' ed io faccio la stessa cosa, quasi avessimo paura di perderci. Io ci saro' sempre anche quando tu decidessi di amare un altro, ci sarò perche sei tu e poi come si fa' a non amarti, quando la luna corteggia il Monte Somma e noi stiamo li a guardarlo? e poi mi dici, che il paese dove viviamo è bello perchè ci fa' sentire sereni. Questo ci basta.
Orso marsicano
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lunedì 10 novembre 2014
"The end"
"The end". C'era scritto soltanto quello. Sei lettere per dire che era tutto finito. Tutto finito qualcosa che in realtà non era mai cominciato. Una storia che era vissuta tutta nella sua testa e in quelle poche ore che entrambi avevano strappato alla realtà che li circondava. Era stato breve, intenso e completamente inutile se adesso lui metteva fine a tutto con un sms e una telefonata piena di cattiverie. Già. Non si era limitato a mandarle un sms, l'aveva chiamata per infierire. Ma il vero errore era stato il suo, credere che quell'uomo avesse un cuore, o che avesse almeno dei sentimenti, che davvero quelle poche volte che erano stati insieme avesse capito chi aveva di fronte. Non l'aveva capito. Lei era forte per tutti, ma fragile ed emotiva in realtà. Non cercava una storia, non la voleva e non le serviva, ma non le andava neppure di essere trattata come una "cosa". Di questo si pentiva. Aver permesso ad un uomo di trattarla da stupida. Lei non era stupida, fragile si, stupida no. Quell'uomo era la sbandata che le serviva per ritornare in pista. Forse, pensava mentre si preparava ad uscire, avrebbe dovuto anche dirgli grazie. La sua freddezza, il suo distacco, quel modo diretto di agire, le sarebbero tornati utili una volta sbollita la rabbia. Doveva soltanto imparare a fare come aveva fatto lui. Doveva imparare a trattare gli uomini con lo stesso metodo. Si dice che in amore vince chi fugge, e se è un detto popolare qualcosa di vero deve pur esserci. Del resto negli anni se n'era accorta sulla sua pelle. Ogni volta che si era innamorata aveva dato tutta se stessa per riavere indietro quasi nulla. E questo qui lo aveva confermato: sii dolce con un uomo, dimostrati interessata e partecipe e riceverai in cambio solo una grossa fregatura. Adesso l'unica cosa da fare era cancellare quel numero dalla rubrica per evitare di cadere in tentazione e guardare oltre. Non era stata una parentesi inutile, le era servita a capire che era ancora una donna anche se lo aveva nascosto a se stessa e al mondo per tanto, troppo, tempo. Ora quella donna era pronta a mostrarsi....era soltanto questione di tempo e la persona giusta sarebbe riuscito a cogliere quello che di bello e vero c'era dentro di lei.
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lunedì 27 ottobre 2014
Malafemmina
L’olio sfrigola come un vecchio trentatré di vinile, al posto della puntina del grammofono, a consumarsi, c’è uno spicchio d’aglio che ne approfitta per indorarsi: tra poco arriveranno i pomodorini, ogni cosa al momento giusto, ogni cosa quando si deve.
- Prendi un po’ di basilico dal balcone, una bella foglia grande e profumata
Antonio obbedisce, silenzioso, bravo figlio, bello, come il sole, ma come non potrebbe esserlo ai suoi occhi?
Poi, gli occhi, li socchiude un attimo, e dal pozzo riemerge Pasquale, la loro ultima volta insieme, il mare, le sue spalle, i suoi occhi, quelle due noccioline tostate e glassate poggiate tra la fronte e il naso, le sue mani ruvide e gentili.
- Eccolo
Una foglia grande grande, profumata e verde, ancora non si è accorta di essere stata staccata dal ramo che le dava la linfa.
- Teniamola qui, questa la aggiungiamo alla fine, la ciliegina sulla torta.
L’ultima torta è quella che aveva comprato Pasquale per il loro anniversario, un anno rubato al destino e a tutto il resto, un anno di un amore profondo almeno quanto il pozzo in cui l’aveva precipitato dopo l’ultima fettina di torta.
- Finisce qui. Non ho mai amato così, non ho mai nemmeno pensato che potesse essere questo l’amore, non ho mai amato. Ma finisce qui. Ho Antonio, la famiglia, il lavoro, non capirebbero. In fondo non lo capisco anch’io.
E così Pasquale, nel pozzo, ci si era calato da solo. In silenzio. Era una storia che già conosceva.
In fondo l’amore, in un modo o nell’altro, finisce sempre per fare le stesse cose: arriva, inaspettato, e in un niente diventa tutto, trasformando il tutto che avevi prima in niente. Poi, quando se ne va, si porta via tutto, e ti lascia immerso nel niente.
Come in un pozzo vuoto, solo echi, come i ricordi. Allora meglio starsene zitti, almeno niente echi, tipo queste stupide lacrime, forse era meglio cucinare una bella genovese, almeno avrebbe avuto una scusa a portata di mano.
La voce di suo figlio.
- La portaaaa
La manica che sale su, verso gli occhi, a zittire gli echi ed occultare le prove.
- Apri tu Antò, le chiavi, le dimentica sempre
Buona salute e cattiva memoria, la ricetta della felicità: niente echi, ricordi che sbiadiscono come coltelli che perdono il filo, come l’olio che abbraccia i pomodorini in un ultimo, rantolante, sfrigolio e poi zitto, sordo, accetta tutto e va avanti.
Lasciando Pasquale nel pozzo. E le sue mani. E quelle due noccioline tostate…
- Eccomi
Antonio butta le mani al collo della madre e ci si appende come se cercasse il modo di rientrarle nella pancia. Lei, lo aggancia con un braccio mentre, con l’altra, poggia spesa e borsetta.
Poi guarda suo marito ai fornelli e sorride, forse stanca, forse dubbiosa, la salsa è un arte, certe cose non s’improvvisano, ma meglio fare di necessità virtù. E gli stampa un bacio sulla guancia.
- Il grembiule ti dona, magari devo comprartene uno tutto tuo.
E sorride, sincera, forse le è arrivato il profumo, la salsa è buona.
Carmine unisce le pennette appena scolate ai pomodorini, e le lascia un po’ insieme, giusto il tempo di conoscersi, poi tutto in tre piatti.
E poi un pezzo di basilico fresco su ognuno, a dare un po’ di colore e un po’ di profumo, magari a nascondere piccole imperfezioni.
- Ottimo, magari solo un pizzico di sale in meno.
Le lacrime sono salate, come il mare.
FPO
giovedì 23 ottobre 2014
"Adesso al sesso non ci penso proprio...."
"Tu sei quel respiro che mi toglie ancora il fiato..." così intonava Baglioni nel cd dell'auto che trasportava Chiara e Stefano verso Napoli. Lei doveva ritirare dei referti medici, lui le aveva chiesto di accompagnarla, come accadeva spesso quando c'erano di mezzo questioni di salute, banali o serie Stefano ci teneva tanto a lei...Si tenevano per mano in silenzio, ogni tanto lui le baciava il pollice e la guardava contento di dividere solo con lei quei pochi metri quadrati...Chiara, alla guida era sicura, rilassata e bellissima, ogni tanto i capelli le cadevano sul volto, Stefano li metteva a posto passandoli dietro le orecchie...Mentre erano in tangenziale Chiara disse: forse stiamo peccando, perché sto con te, io amo mio marito! Stefano rispose, baciandole ancora la mano, non lo so, io seguo l'istinto. Ma l'istinto ci fa fare cose sbagliate, dopo mi chiederai di fare sesso, é normale anche io ho degli istinti. Stefano continuava ad accarezzarle la mano con dolcezza, poi disse: adesso al sesso non ci penso proprio, siamo entrambi sposati felicemente... sono troppo innamorato, voglio solo stare con te, voglio che stai bene, che sei felice, mi basta questo amore mio...Chiara sorridente rispose: Tu mé fai murí ! Ma da dove vieni da un' altro pianeta? Giunsero all' ospedale,Stefano rimase in auto...Chiara tornò dopo quindici minuti circa,Stefano cercava di carpire dal volto di lei cosa aveva letto nei referti, ma non capiva, aprì il finestrino impaziente gridando tutto bene? Chiara sorridente entrò in auto e rispose:Tutto bene non muoio ancora, prendi mezzo cornetto,erano finiti. Stefano le mise la mano sul petto per ascoltare il suo cuore, per sincerarsi personalmente del responso del referto, i battiti erano sicuri e forti, nemmeno se ne accorse del suo bel seno...Stefano le strinse di nuovo la mano, la baciò e disse: oggi basta parlare di malattie, stai bene, gira a destra andiamo in un posto bellissimo...In quella fredda mattina di febbraio non c'era nessuno a Sant'Antonio a Posillipo, solo loro due,solo quei due cuori, il tempo si era fermato. Stefano la stringeva forte, davanti Napoli adagiata e ancora assonnata nel suo golfo, il Vesuvio a cornice di quell'amore. Vita mia, sussurrò Stefano e la baciò. Tu mi fai svenire, perché non ti ho incontrato prima, perché...Forse non sarebbe stato così bello...su andiamo, replicò Stefano.
Il principe
mercoledì 22 ottobre 2014
La vita dolce e amara di Sugar
Che poi non é che in provincia ci conosciamo tutti e che viviamo così vicini che prima o poi cominci a salutarti, poi passi a rivolgerti la parola alla salumeria, o alla Posta si alla Posta, mentre fai la fila si fanno i migliori (o i peggiori)incontri...ma anche questo con"gli accrediti bancari "andrà a perdersi!!
Bhe! Sugar non ricordo quando ho cominciato a salutarla, se al catechismo o alle medie, per quella sorta di"parallelismo" di vita. Ci siamo trovate a scambiarsi prima un saluto, poi una frase....e infine ogni tanto ci raccontavano le nostre vite!! Sugar?...si perché io lo sempre chiamata così, ma in dialetto"zucchero", perché lei sempre dolcissima dai modi affettuosi!
Poco dopo le medie la incontrai incinta, aveva lasciato la scuola ed era così contenta, ed anche io per lei..."portava il suo pancione con tale gioia"che pensai:" beata lei"!!...inquieta com'ero mi sembrava un"soluzione piu' certa dei miei incerti amori"....che scema! Negli anni la incontravo sempre di corsa, io andavo a prendere il treno per l'università e lei, anche di corsa con la mano ora un bimbo, ora due....e io "correvo", dolcissima sempre cercava di chiedermi cosa facevo,nei suoi occhi tanta ammirazione e sempre:"grazie per chiedermi sempre", poi i miei pancioni....il mio lavoro!!
e Sugar, sempre a farmi complimenti per cose che aveva saputo, qualche giorno fa. Un giorno che non correvo, ci siamo ritrovate a passeggiare l'una accanto a l'altra.
Sorrideva si, ma con un riso amaro,dolcemente dimessa mi ha raccontato di un figlio di 24 anni di una di 20, del marito che dopo una lunga relazione con un'altra l'aveva lasciata, perché ha avuto una bambina con l'altra. Si scherniva dicendo "la colpa é mia lui era troppo bello e io troppo ignorante, ho lasciato la scuola a 16 anni, per il bambino, ma l'altra é intelligente, sa parlare...e sai é stata buona con noi ha trovato un posto di lavoro a mio figlio, la settimana prossima fa il battesimo della bambina e i ragazzi ci devono andare. Io faccio le pulizie da un po'di di signore....". Ecco io che corro non ne sapevo proprio nulla, perché poi non é vero che in provincia ci impicciamo di tutti!!!!
....ci siamo abbracciate salutandoci, e andando via la guardavo con passo stanco, siamo coetanee ma sembra, poverina, di almeno 15 anni in più. ...e ho pensato
Che se mia mamma non mi avesse messo i libri in mano a quattro anni e non avesse sempre preteso da me il massimo. ...oggi potrei essere al posto di Sugar....in fondo é l'altro nome con cui nel mondo si ricorda Marilyn!
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venerdì 17 ottobre 2014
L'abbraccio desiderato
Pelle ambrata e occhi felini si avvia a passo veloce nel lungo viale di campagna. Curatissima e affascinante nonostante i leggings e t-shirt, con sguardo attento osserva il territorio in cerca della sua preda, come solo una pantera sà fare. E una di quelle donne che lascia il segno, che quando passa non puoi non girarti.... di quelle che appaiono come delle visioni.
I lunghi capelli corvini volteggiano nella leggera brezza primaverile incorniciando il suo viso regolare e perfetto come un quadro d'autore. Ad aspettarla , con aria distratta, un uomo alto, di bell'aspetto, che finge di parlare a telefono. Sono le 15 e la stazione è vuota. Credendo di essere soli, lontani da sguardi indiscreti, si raggiungono e si perdono in un abbraccio di desiderio e passione. Le labbra unite per pochi momenti, gli occhi negli occhi in un silenzio che fa rumore. Ma è solo un momento, rubato e nascosto. Si allontana furtivamente dall'amante. Il suo viso è teso, il corpo s'irrigidisce. L'uomo cerca di trattenerla, ma lei sfugge. Ha un marito a casa che l'aspetta e lui una moglie. Ma l' attrazione è troppo forte ed i corpi si riuniscono in un abbraccio sempre più stretto, incuranti di chi sta passando e scoprirà il loro "amore infedele".
"Non siamo amanti"
Era una fredda ma assolata mattina di gennaio, Stefano percorre la solita strada che lo porta a lavoro...di scatto fa una svolta e torna indietro verso Ottaviano come attratto da una forza misteriosa...Prende il telefonino e compone un numero: Buongiorno! Una voce di donna risponde conoscendo già il numero, che c'è tutto bene, ancora devono chiamarmi per il prelievo tu dove sei? Io? All'ospedale a venti metri da te, voglio salutarti un attimo...Chiara contenta ma preoccupata, sei un pazzo, disse, sali un attimo, a momenti arriva anche Antonio, mio marito...Stefano salì veloce le scale voltò a destra, non riusciva a vederla tra anziani e bambini che aspettavano impazienti in fila...ma ecco che apparve alla fine del corridoio con il braccio piegato e il dito premuto sull' arteria del prelievo,cosa da niente ma lui aveva l'istinto di proteggerla come si proteggono i bambini. La guardò negli occhi ebbe l'istinto di abbracciarla forte davanti a tutti, lei si ritrasse per paura che qualcuno la riconoscesse, poi si infilarono in una medicheria socchiusero la porta e si abbracciarono forte, lui spostò l'ovatta dalla puntura e le bacio il braccio. Il tempo sembrava fermarsi, poi le voci provenienti dal corridoio interruppero quel sogno...lei disse "ti amo, non so perché e in che modo, adesso vai ti prego potrebbero vederci, non siamo amanti"...lui rispose, no non lo siamo, anche io ti amo, per sempre...Stefano scese di corsa le scale, guadagnò l'auto e si avviò verso Napoli. Chiara lo guardava dalla finestra finché l'auto non svoltò alla prima curva, pensò: Perché Amo Stefano, chi é? Perché mi fa stare bene, perché é così diverso dagli altri? Perché mi protegge, perché?
Il principe
giovedì 16 ottobre 2014
Il bastone e la carota
Stava usando un metodo noto soprattutto alle donne: quello del bastone e della carota. Inconsueto per gli uomini, più abituati ad essere diretti e rapidi. E invece lui ricorreva una volta alle buone e l'altra alle cattive maniere. Forse pensava che così, alternando attenzione e oblio, avrebbe vinto la mia cocciutaggine. Stava sbagliando e presto glielo avrei fatto capire. Era una sfida ormai era chiaro, e lui non avrebbe vinto. Del resto quello che volevo lo avevo già ottenuto. Mi aveva detto: "Non mi piaci", in un modo così brusco che mi aveva ferito, ma poi se l'era dovuto rimangiare. Una sera nella sua auto mi aveva preso le mani e mi aveva sussurrato "Lo senti che mi piaci", ed era evidente, dagli occhi, dai sorrisi, dagli atteggiamenti. Per settimane la sua bocca aveva detto una cosa, ma il suo corpo continuava a dirne un'altra. Mi aveva detto "non mi interessi" e poi, invece, in una delle rare telefonate partite da lui era arrivato a dirmi "Un giorno di questi tu mi farai impazzire". Avevo desiderato stringerlo e lo avevo fatto, avevo desiderato quelle parole e le avevo avute, non mi interessava nulla più. Forse o forse no. Forse avrei voluto quel corpo che il mio inconscio mi aveva fatto sognare per più di una notte e non avevo avuto il coraggio di prendermi quando mi era stato offerto. Adesso, però, questo suo farsi vedere e poi negarsi, messaggiare e poi sparire stava diventando fastidioso. Una di quelle cose da stroncare immediatamente. Non potevo più passare il tempo a guardare il telefono per capire se mi avesse risposto, se avesse "visualizzato" su quel maledetto "what app". Lui giocava usando una tattica, io le tattiche e le strategie non le ho mai sopportate. Sarebbe stato più facile dirmi "voglio stare con te stanotte e nulla più" e forse l'avrebbe ottenuto ed invece continuava a farsi desiderare. Quella sera dopo una sfilza di messaggi e telefonate cadute nel vuoto al quale lui si era degnato di rispondere soltanto una volta...con la scusa del cellulare scarico, degli impegni di lavoro, della famiglia, o di qualche nuova "amichetta" cui dover prestare attenzione io mi ero sentita offesa. La rabbia non mi passava, l'avrei chiamato solo per dirgli quanto era stronzo. Ma ne valeva davvero la pena? "Lui non sta capendo nulla di me e tra noi due non sono certo io a perderci". Me lo ripetevo davanti allo specchio del bagno mentre mi struccavo. Tutti mi dicevano che stavo diventando più bella, ed era così. da quando mi ero accorta di lui, da quando mi aveva fatto venire i brividi con uno sguardo avevo cambiato modo di vestire ed avevo messo maggiore attenzione nel truccarmi e lui come mi ripagava? Col finto disinteresse. Quando scherzando gli avevo detto che a parte gli occhi belli non aveva niente, che nel cuore c'era solo spazio per lui, non avevo forse così torto. Questa notte gli manderò l'ultimo messaggio e poi archivierò le conversazioni, cancellerò il numero dalla rubrica. A lui lascerò l'ultima parola. Ma dovrà saperlo, qualsiasi cosa deciderà di fare io ho bisogno di calore il freddo lo conosco e non voglio viverlo più. Però il desiderio di realizzare quel sogno e vivere quella passione fatta solo di corpi senza sentimenti mi resta nella gola come una sete non appagata.
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