venerdì 25 agosto 2017

Serata d'agosto malinconica



Era una notte d'agosto malinconica. Tante ce n'erano state quest'estate: troppe. Questa era stata l'estate dei cambiamenti, degli addii, delle troppe parole brutte, dei silenzi, della solitudine. Quest'anno era stata così....impegnativa e quella notte mentre si trovava sul terrazzo a guardare la sua amata montagna aveva pensato : "come vorrei essere al mare ora, magari con lui". Un desiderio assurdo. Lo sapeva. Non sapeva invece cosa provasse di preciso per lui. Forse aveva paura o forse si era talmente abituata al ruolo di "donna che non deve chiedere mai". Ve lo ricordate? Era lo slogan di una pubblicità anni '80, di un dopobarba dove erano gli uomini duri a non dover mai chiedere. Ma i tempi cambiano e ora era lei a dover dimostrare di stare bene anche da sola. Ma lei non era abituata a stare sola. Da quando era ragazzina aveva avuto sempre un compagno al suo fianco, ora non ne aveva, non ne voleva, non li faceva restare o li faceva fuggire? Non lo sapeva neanche lei. Eppure stasera aveva malinconia di quel sorriso che da un anno le rendeva più piacevoli le giornate. Si era messa a leggere un suo messaggio, affettuoso.  Che cosa strana, i suoi messaggi erano saggi, dotti, sintetici, impegnativi...ma quelli affettuosi erano rari.  E così era capitato che, lontani come erano, lui lo era stato e lei rileggendolo aveva sorriso. Lo sapeva che lui non sapeva. Che gioco complesso di parole per dire che lui non si era mai accorto di quanto fosse importante e lei del resto forse glielo aveva quasi detto o forse no. La paura di un "no",  di perdere quel rapporto che comunque avevano era più forte di dirgli: "Oi mi vedi? Ti sei accorto che pendo dalle tue labbra, che ogni volta che ci vediamo mi parte l'istinto protettivo? Che mi invento qualsiasi scusa pur di passare del tempo con te. Mi piace persino aspettarti, io che non ho mai avuto pazienza. Ma tu sei diverso, sei quello che avrei voluto incontrare anni fa, quello responsabile, serio, la persona cui mi sarei potuta appoggiare".....ma il destino è stato diverso. Ti ha messo sulla mia strada ora, forse per farmi capire ciò che cerco. Non credo, infatti, che tra noi potrà mai esserci nulla. Ma sei importante e forse lo sai. Sei importante e vorrei che quando mi vedrai di nuovo tu possa dire lo stesso a me: "sei importante".

lunedì 7 agosto 2017

Il silenzio e la passione





"Non era un alert per te, nè per eventuali problemi: siamo abbastanza adulti per comprendere che non è il caso di fare stronzate". Lui le aveva scritto così all'ennesimo messaggio in cui lei gli aveva chiesto un incontro (dopo quelli passionali che ci erano già stati) e si era dimostrata "attaccata", troppo. Ma del resto lei faceva sempre così. Cominciava una relazione con un uomo e diventava asfissiante, tanto che in una competizione elettorale un uomo politico che si era fatto "tentare" aveva dovuto raccontare a tutti che non era più riuscito a "farsela scendere di dosso".
Lei era sposata, da pochi anni quando riceveva questi messaggi, e non si era fatta alcun problema a tradire il marito. Del resto lo dicevano tutti, lo sapevano tutti, forse erano una "coppia aperta". Questa era una delle relazioni che aveva imbastito in ambito lavorativo. Facile incontrarsi nel primo pomeriggio con la scusa del lavoro. Aveva usato sempre quella anche con un precedente amante (quello storico), aveva avuto l'ardire di lasciare la sua auto sempre, e per ore, sotto il suo ufficio dell'epoca.
Ora continuava a cercare uomini che soddisfacessero la sua voglia di attenzioni e non soltanto.
Ne aveva scelto uno più grande, sposato e padre, un intellettuale con la passione per la musica.
"Appuntamento a più tardi.....quando vuoi ...la domanda non è nè cattiva nè porca...ho solo voglia di te".
Glielo aveva detto. Ferma, decisa, come aveva sempre fatto. e lui: "Porca? Va bene...baci, ma molto di più". Avevano continuato così, ricordando i baci che si erano già scambiati.... ".
Una passione che la travolgeva: "Hai presente il quadro clinico?", scrisse lei al suo barbuto amore, "Vuoto allo stomaco, ovatta nella testa, blackout del cervello, sguardo da Alice nel paese delle meraviglie...cellulare (che non prende, cavoli) sempre a portata di mano, controllo posta maniacale...tachicardia..mi serve una cura". E poi la passione consumata e ricordata per poterla rivivere presto in un nuovo appuntamento.
"Vorresti uscire un po' dai miei pensieri", aveva scritto lei, appassionata di letture, e citazioni dotte, "Che non mi lasci concentrare sul lavoro...e non riesco a dimenticare dell'altro giorno, o meglio ci continuo a pensare"....

CONTINUA?
Una storia che potrebbe continuare con altri dettagli, che potrebbe raccontare della dama bianca e del suo grande amore (quello vero, non il marito, stupida copertura per una cittadina bigotta).
Dipende, gli scrittori per raccontare storie di vita vissuta hanno bisogno di ispirazione..magari leggendo quello che sto leggendo l'ispirazione continuerà a permettermi di scrivere e di raccontare altro, o chissà a farmi decidere di cambiare argomento potrebbe essere la prova che la gente intelligente sa stare in silenzio

martedì 12 gennaio 2016

Addio, l'ultima lettera

Sto scrivendo l'ultima lettera. L'ennesima e l'ultima. Dopo tanti anni insieme questa volta ho scritto addio. Non l'avevo mai fatto, in nessuna delle nostre litigate avevo scritto addio. Sembra una sciocchezza, ma non lo è. Devo far capire al cuore quello che la testa ha compreso già tanto tempo fa. Le cose finiscono, l'amore eterno non esiste. Le coppie che restano insieme lo fanno per tante ragioni diverse, ma non credo lo facciano per quello che comunemente chiamiamo amore. Poi oggi le tentazioni e le distrazioni che possono uccidere l'amore sono tante, troppe. Quelle tecnologie che dovevano aiutarci a rendere tutto più facile forse la vita ce la stanno distruggendo. Non sopravvive l'amore, ma neanche le amicizie. Ormai il virtuale attrae più del reale e i sentimenti finiscono nel cesso. Sto qui, ascolto musica, l'ennesima notte insonne. Non voglio piangermi addosso, non mi rimprovero niente. Io ho amato, davvero e se le cose non sono andate bene non mi ritengo responsabile di nulla. Meglio non sapevo e non potevo fare. Forse non eravamo fatti per stare insieme, e ce lo dicevano tutti. Ma io testarda ci avevo creduto alle tue parole d'amore, alle mille promesse fatte e non mantenute, al prospetto di una vita insieme. Oggi sto qui davanti al pc, ascolto la musica e mi chiedo se questo dolore fastidioso si affievolirà presto. Il dolore della sconfitta, del non esserci riuscita ad ottenere quello che avevo sognato. Avevo sognato una famiglia, una vita serena, un marito innamorato e fedele. Avevo sognato di dividere i miei problemi in due, di essere più "leggera" perchè ero la metà di un solo essere. Ma i sogni si infrangono, spesso contro donnette da quattro soldi, contro mogli insoddisfatte che cercano di rovinare la vita agli altri, contro l'egoismo di uno dei due. Ho sognato e ora mi devo svegliare. Ed è una doccia fredda. Ed io le docce non le sopporto, ho sempre preferito i bagni caldi e lunghi, quelli che servono per farti riflettere. Quando stai dentro la vasca con l'acqua bollente che ti arriva quasi fino alle orecchie, le candele accese e la musica che ti fa compagnia. Ecco quella è la vita che sognavo, calda e avvolgente. Lo è stata, certo che lo è stata. Ci siamo amati ed è stato bello e travolgente, abbiamo sfidato tutto e tutti. Abbiamo spostato le montagne e siamo rimasti insieme. Abbiamo vissuto senza avere nulla, e ci bastava il nulla che avevamo. Ci addormentavamo una nelle braccia dell'altro e ci svegliavamo con un bacio. Sognavamo dei nostri figli, sapevamo i loro nomi. Ma poi non li abbiamo mai fatti perchè i figli hanno bisogno di certezza, hanno bisogno di stabilità e noi eravamo tutto tranne che stabili e sicuri. L'amore poi è cambiato. Tutte le cose cambiano e ora mentre scrivo mi scendono le lacrime e so che tutto era bello, ma il bello cambia e si trasforma in brutto, in triste, in banale. E' capitato a noi. Lo abbiamo fatto capitare, lo hai fatto capitare. Si dice che quando una storia finisce dovresti augurare all'altro il meglio, scusa ma io non ci riesco proprio. Io ti auguro di trovare una donna che ti faccia soffrire come mi hai fatto soffrire tu. Che ti faccia ingelosire per i messaggi cancellati su whatsapp, per le conversazioni con uomini sposati su Facebook, per i troppi sorrisi scambiati per strada, per la troppa confidenza che darà a tutti. Una donna che si dimentichi del tuo amore come tu hai dimenticato il mio. Addio, l'ho scritto, adesso devo soltanto ricordalo per dimenticare

venerdì 8 gennaio 2016

Rispondimi, mi manchi

Non rispondeva alle telefonate e ai messaggi, se ci incontravamo per strada era evasivo e sfuggente. Eppure se anche per poco tempo noi ci eravamo capiti a perfezione. C'erano stati momenti in cui si era persino preoccupato per me. "Che stai combinando? Non voglio che la gente parli di te così...che ti tratti in quel modo". Era stato protettivo, attento. "Io ci sarò sempre per te". Ecco forse non volevo il sempre, ma volevo ci fosse quando dovevo sfogarmi. Ora per esempio, mi piacerebbe rispondesse al telefono e ascoltasse le mie chiacchiere, tutte quelle parole sparate tanto da riempirgli la testa. Ma non lo fa e non so se tornerà mai tutto come una volta, se torneremo ad essere amici, se dimenticherà le arrabbiature prese a causa mia. A me manca. Vorrei che si riconoscesse in questo scritto... vorrei che capisse tante cose... in un mondo sterile come il nostro chiudere la porta in faccia ad una persona che ci vuole bene davvero e non pretende nulla, salvo la presenza è da egoisti. Lo capisci? Ma se invece tutto questo affetto deve finire, dammi almeno una spiegazione...non chiudere le comunicazioni senza un perchè. Dimmi ..."basta non possiamo essere amici perchè...." Lo so che tanto non comprenderei, non comprendo mai perchè l'affetto debba spegnersi per motivi futili..ma almeno avrei una ragione a cui appellarmi...ecco dammi quella ragione oppure dammi un'altra occasione.

D'amore si soffre e non si scappa

Ero lì seduta. Seduta davanti al pc, cuffie in testa e cercavo di capire per l'ennesima volta che stava accadendo. Avevamo litigato di nuovo, non ci sentivamo da giorni e io dovevo davvero chiudere. Non c'era altro modo per continuare, ci facevamo soltanto tanto male. Lui non era cambiato e per giustificare i suoi errori accusava me di cose inesistenti. E allora basta. Soffro? certo che soffro, sarebbe bello se quello che ti passa per la testa venisse compreso dal cuore subito. Come se la parte razionale di noi avesse il sopravvento. Non funziona così, si soffre, si sta male...si mangia...si apre il frigorifero anche soltanto per prendere qualcosa che per un attimo ti dia quel senso di pienezza che non senti. Ti senti vuota dentro quando soffri per amore. Ma l'amore non dovrebbe fare soffrire, non dovrebbe far male. Così racconta la letteratura romantica e ma non funziona manco questo. Stasera sto qui, davanti al pc e scrivo. Penso a te, penso a noi, penso agli anni persi e a quello che volevamo e non avremo. Penso a quello che ho perso e non tornerà, a chi mi è passato accanto ed ho ignorato. Penso e pensare fa male. Tu magari invece sei già in qualche bar alla moda con il tuo amico di scorribande. Non ti auguro di conquistare l'ennesima donna e vivere felice..se esiste una giustizia una donna dovrà fare a te quello che hai fatto a me in tutti questi anni in cui mi sono illusa che il sogno di un amore potesse salvare entrambi.

giovedì 8 ottobre 2015

Passione e amore, cosa dicono gli uomini davanti ad un caffè

"Sono innamorato di mia moglie, ma profondamente insoddisfatto e quello che cerco lo cerco nelle altre donne". Lo aveva detto davvero? Mentre appoggiavo la tazzina al tavolino stentavo a credere che nella stessa frase ci potesse essere la parola "amore" e "altre donne". Così ho alzato lo sguardo ..l'ho guardato. Quell'uomo diceva sul serio, era sereno nel dirlo e sembrava crederci davvero. Così come l'amico che aveva affianco. Per tutta la sera lui ci aveva dedicato ( a me, Susan e alla maresciallina) canzoni di Califano, perle di poesia devo ammetterlo, Il Califfo sapeva proprio come parlare alle donne. Erano due uomini, ragazzi non li si poteva chiamare, che ai tempi dell'adolescenza erano stati belli, quelli che di solito fuori scuola cerchi con lo sguardo e li trovi sulle motociclette pronti a partire e sempre circondati da ragazzette adulanti. Adesso forse gli anni e le "costrizioni" pesavano, come pesano a tutti e c'era un velo di malinconia nei loro occhi, soprattutto del più silenzioso. Era stato il silenzio quasi tutta la sera e poi quelle poche parole così dirette, allora mi aveva incuriosito e gli avevo dato corda, la volevo capire bene questa cosa dell'amore e della passione vista da un uomo. "Quando due persone adulte si vogliono c'è poco da fare, ma questo non c'entra assolutamente con l'amore". Seppure sembrava assurdo mi ha fatto capire quello che spesso deve aver detto il mio ex...che l'amore e il sesso sono due cose diverse. Che peccato che la mia testa questa cosa non la vuole proprio capire. Ma per certi uomini deve essere così, passione e amore sono due cose diverse. Scema io che in tutti questi anni ho pensato potessero andare a braccetto. Non so se facesse sul serio e se davvero cercasse altre donne, magari quelle cose me le ha dette solo per fare "colpo". del resto è difficile che io mi incuriosisca agli uomini e li stia ad ascoltare, lui per un po' c'era riuscito e mi aveva dato nuove nozioni sulle quali era importante riflettere. Che dite: L'amore va cercato da una parte e la passione da un'altra? O la perfetta combinazione esiste davvero?

venerdì 28 agosto 2015

I messaggi delle donne sposate...rovinano una relazione?

“Delle foto che ho visto su Fb…mi chiami solo quando ti conviene a te..bella frase di addio dedicata a lei su Fb..e poi?”. Avevo trovato questo messaggio, l’ennesimo messaggio sul cellulare. Lo aveva lasciato incustodito, un'occasione troppo ghiotta per non prenderla al balzo. E su whatsapp era arrivato questo. Lo aveva scritto una delle sue “amiche speciali” (almeno un paio erano sposate e residenti nella nostra bella Somma) di cui mi chiedo sempre: ma i mariti non le controllano mai? I profili non li guardano? Non si chiedono con chi chattano così spesso? Perchè lo fanno anche a notte fonda? Questa con la signora del messaggio durava da almeno 5 anni era capitato che su Fb trovassi suoi messaggi strani, in cui leggevo (quelli che non erano stati già cancellati) tanta confidenza, ma negli ultimi mesi erano diventati esagerati. Lei era diventata esagerata. Troppo invischiata nella mia vita. Ma aveva subodorato qualcosa. Infatti, aveva smesso di scrivergli su Facebook dove io avevo avuto accesso e aveva cominciato con Whatsapp. Prima un messaggio troppo fuori luogo in piena notte, lo aveva deriso e aveva chiesto spiegazioni su una litigata che noi avevamo avuto. Da allora lui aveva evitato di risponderle. Ma lei era ritornata con un messaggio vocale ancora peggiore. “Ma tu non mi devi raccontare niente di nuovo?. Tono arrabbiato…e forse lo era..a darle fastidio erano state alcune foto che il mio lui aveva pubblicato…foto che ci ritraevano insieme con didascalie affettuose. Forse lei sperava che la nostra crisi continuasse e non terminasse. In realtà la nostra situazione è complessa, un matrimonio che dura da anni con diversi alti e bassi, ma certo non sta a lei dovere decidere per noi. Chi è lei? Nessuno e non conta nulla. Sono tentata di andare dal marito e mostrarle tutti gli screenshot che ho fatto delle loro conversazioni. Mi ero decisa a ignorarla... Poi invece ha scritto l’ultimo, questo, appunto, in cui chiedeva conto proprio di quelle nostre foto. Ma dico io “signora” non ti vergogni neanche un po’? Tuo marito invece di preoccuparsi della politica locale dovrebbe tenerti più “sotto controllo”. Invece di impicciarti della nostra vita…fai più attenzione alla tua. Ho deciso di mandarvi questo racconto perché mi chiedo: sbaglio io ad essere tanto arrabbiata con questa qui o è lei che è uscita “fuori dal seminato”?

mercoledì 19 agosto 2015

Cronache dal Pianeta Coppia

Penso davvero che dovrebbero istituire un galateo per soli uomini con tanto di "regole del bon ton"e con l'elenco delle frasi da non dire mai, neanche sotto tortura, ad una Donna! Sarò sintetica: oggi fa caldissimo e Mister T. avrà detto circa 20 volte che è stanco, che non ne può più di andare in giro in auto con questo caldo e ha maledetto in aramaico antico la concessionaria che non gli ha ancora consegnato la moto nuova. Sono in cucina a riordinare, di spalle appoggiata sul lavello e sento che il mio lui si sta avvicinando a me e, romantica quale sono, penso che adesso mi cingerà, mi darà un bacio sul collo e una mano viva da qualche parte...un tuffo al cuore che dura 3 secondi: "Vedi?? Segna 37.3...non va...non funziona questo coso!" Uhm...qualcosa mi ha appoggiato sul collo... il puntatore del termometro digitale. Non ho parole!!! A sentir lui siamo una coppia sposata normale, che fa le cose normali(casa, lavoro, cinema, teatro...). Voglio sotterrarmi!!! Siamo "normali". Urge definizione, prego. Benedetti codici linguistici! Veramente io e Mister T. parliamo due lingue diverse? TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA ON THE ROAD: Per ravvivare l'atmosfera ecco la lista di piccoli accorgimenti per facilitare l'impresa: 1) Candela bio alla vaniglia: appena accesa scoprirete di che pasta è fatta il vostro uomo, se è romantico starà al gioco, in caso contrario o vi dirà che non siete a un funerale o che evoca il crepitio del legno che brucia,stile,"atmosfera da chalet in montagna" ,ma siamo in estate e l'inverno è terminato,vi inviterà gentilmente a spegnerla; 2) Olio da massaggio: "... per grandi massaggi che fanno bene alla vita di coppia e all'autostima..."da provare,sperando che dopo 2 minuti il vostro lui non si senta così "impiastricciato" da fiondarsi sotto la doccia; 3) tabellone puzzle con i dadi dell'amore: di solito funziona per stuzzicarsi a vicenda,sconsigliato se il vostro uomo è pigro; 4) completini intimi "risveglia mariti": se non hanno sortito l'effetto desiderato evidentemente o i completini non sono stati compresi o è la modella che deve proporsi in maniera diversa; 5) le spezie: gli uomini si prendono anche per la gola, se poi la cannella sta al vostro lui come l'aglio sta ai vampiri,dirigetevi verso il curry o il peperoncino; 6) Seguendo la tecnologia ci si potrebbe messaggiare durante la giornata...un sms piccante giusto per accendere la fiammella(che diventerà poi fuoco); 7) Ultimo ma fondamentale: il corteggiamento. Quando siete in casa non fatevi trovare con le tutone e gli slip della nonna(ogni uomo richiuderebbe , appena rientrato in casa, la porta nel vedervi così!),preparatevi come quando eravate fidanzati,con la stessa emozione scegliete il vestito giusto e gli accessori,anche se vivete insieme da anni,è una forma di rispetto per se stesse e di cortesia e seduzione nei confronti di chi amiamo(ovviamente questo vale anche gli uomini!). Questa sera andiamo al cinema e voi che fate? Dafne.

HO VOGLIA DI LEGGEREZZA

Questa sera ho voglia di leggerezza. Ti guardo e mi dico che ho ancora tanto da imparare ... Sono appena ritornata da lavoro, mi lamento perchè la giornata è stata dura ma tu sei lì, beato, sul divano a giocare con la playstation, incurante di tutto e tutti. E in cuor mio ti definisco un egoista, poco sincero... trascurato... Ma non ti perdi mai in lamenti, al contrario di me che mi agito subito, ti diverti con poco, basta un film, una birra o una partita alla tv, e se qualcosa non va come dovrebbe guardi avanti tanto prima o poi si risolverà. Ho tanto da imparare ancora, da te, Uomo, che mi stai accanto ogni giorno, che vedi i miei difetti e ne sorridi, che sei sempre di buon umore non complicandoti la vita inutilmente. Grazie per la tua leggerezza. DAFNE.

giovedì 7 maggio 2015

La comitiva di commercialisti e la voglia di festa

Dopo una giornata di lavoro decidi di andare a fare due chiacchiere al tuo bar, quello che ormai è diventato la tua seconda casa e ti imbatti in una comitiva di commercialisti in vena di far festa. Tu stai per prenderti un caffè ed invece il caffè lo devi posare. "Brinda" ti dice un ragazzo che conosci da una vita, e ti piazza un flûte in mano, "chiama le tue amiche, stasera si festeggia". E dopo qualche minuto sei lì a festeggiare con loro il brillante risultato conseguito da un loro amico, e bevi, uno, due, tre bicchieri di "Veuve Clicquot". Parli, ti racconti, ti chiedono che fai e poi ti accorgi di come una serata che sembrava banale si trasforma in una mezza festa, loro si mettono a ballare, fanno battute rubate a "Made in Sud" "Assassina! Esigente! Ti piacciono i superpoteri!!!" ecco materializzarsi i tormentoni di #Pigroman.... uno di loro si sofferma sul colore rosso del mio rossetto, mi chiede se è "indelebile"... ma non ci bado troppo, io agli uomini bado sempre poco....mentre si scherza sugli impegni lavorativi che hanno l'indomani e che dovranno affrontare dopo aver "bevuto".... sentiamo una vocina dire: "Mi sono bagnata", è la più giovane della comitiva, e gli altri le fanno eco ridacchiando sul come e sul quando....da lì altre battute e io penso che forse ci scriverò un racconto su "Passioni Vesuviane" e loro...."no non farlo, che vergogna". E perchè vergogna? Del resto abbiamo soltanto scherzato e ci è uscito un invito per una prossima festa, vera però con tanto di karaoke. "Porta chi vuoi", mi dice il mio amico andando via ed io penso che ci andrò, conoscere gente nuova fa sempre bene. E mi allontano sorridente pronta a tornare a casa, quando dietro l'angolo lo incontro:sta lì fermo ed io gli passo accanto indifferente. Che bella cosa l'indifferenza, ma vale soltanto se l'altro se ne accorge. Se ne sarà accorto? Intanto per la prima volta vederlo non mi ha fatto venire voglia di fermarmi, di salutarlo, di sorridergli. Bene, brava ragazza continua così.

mercoledì 6 maggio 2015

Un figlio, i dubbi, l'aborto?

Era stato deciso tutto. C’era troppa differenza d’età e non le era sembrato il caso tenerlo. Non c’era più molta voglia di pannolini e notti insonni. Chiara aveva quarant’anni e di figli ne aveva cresciuti già tre; tutto andava bene per quel che poteva, anche quando i soldi erano pochi e quello che all’inizio sembrava l’amore della sua vita si era rivelato il più grosso degli errori. L’appuntamento era stato fissato proprio per quella mattina, ma Chiara non aveva dormito. Fuori diluviava e Chiara non aveva voglia di alzarsi. I pensieri si affollavano nella mente e all’alba di quel giorno non era più tanto sicura di volersi liberare di quel fagiolino che le cresceva nella pancia. Riccardo non era rientrato per l’ennesima notte, ma tanto lei non ci faceva più caso: ormai lui poteva quello che voleva! Ricordava le parole di sua nonna, l’unica alla quale non aveva potuto nascondere niente. Erano impresse le parole che la buona nonna le aveva ripetuto tante volte, anche quel mattino quando casa sua profumava di fiori d’arancio. “Chiara non avrebbe dovuto sposarsi forse” si ripeteva spesso guardandosi allo specchio. Ma, immediatamente ricordava Francesco, Mario e Roberto, e tutto si colorava di giallo, di verde, di blu … In fretta, si alzò dal letto e corse alla finestra. Le pareva di non riconoscere più né il campanile né il parco … Fuori era diventato tutto grigio e la pioggia batteva contro i vetri. Ripensava spesso alle parole di sua nonna, l’unica che forse le aveva consigliato col cuore. Riccardo non era cattivo, e anzi, forse a modo suo le voleva bene. Ma, lei aveva bisogno di qualcuno che la facesse sentire importante, che la sostenesse, e semplicemente la amasse. E, Riccardo aveva i suoi interessi, il suo lavoro e le partite a carte con gli amici. Certo, amava bere, qualche fumata di marijuana, ma non era mai venuto meno ai suoi obblighi, tra la spesa e le bollette. A Chiara bastava questo e mai per una volta aveva, infondo, pensato di lasciarlo. Qualcuna delle sue amiche non condivideva quella situazione ma lei stava tutto bene così. Aveva perso l’abitudine dei caffè o degli aperitivi al bar e aveva lasciato stare i pomeriggi per lo shopping. Chiara aveva trovato altri impegni, tra la scuola e gli sport dei ragazzi. Aveva tagliato anche la sua coda bionda e aveva scelto un taglio più pratico. Tra un pensiero e l’altro, Chiara aveva dimenticato che l’appuntamento era stato fissato per le 10,00, da quella segretaria con gli occhi cattivi. Così, svegliò i ragazzi e preparò la colazione. D’un tratto il suono del campanello le ricordò che doveva far presto se voleva trovarsi per quell’ora dall’altro capo della città. Silvia era immobile sul pianerottolo e si offrì di portare lei i ragazzi a scuola. Chiara capì che dopo i pensieri, qualcosa era cambiato: non era più tanto sicura di abortire e aveva pensato che sarebbe potuta essere una femmina. Una splendida bambina bionda alla quale avrebbe potuto insegnare cose che lei aveva cercato di tenere nascoste, nella mente e nel cuore. Avrebbe potuto riordinarle i capelli i capelli e insegnarle a pattinare. E, così scelse di non andare. Avrebbe trovato le parole giuste per parlare con Riccardo, che nella sua immaturità si sarebbe fatto peso anche di un altro figlio. Che sarebbe stata una bambina, alla quale forse Chiara, un giorno, avrebbe raccontato di un mattino di pioggia.

lunedì 4 maggio 2015

Storia di un gigolò

Gianni era un ragazzo felice, viveva in provincia e i genitori avevano un negozio di scarpe. Non era nato con la camicia e non sapeva ancora di avere un dono che gli avrebbe cambiato la vita e avrebbe reso felice molte donne. Ci mise poco a capire tutto, in un giorno qualunque, quando nel negozio si trovò da solo ed entrò una signora ben vestita e di ottimo aspetto. Tra un cambio di scarpe e l'altro non si fece scappare il messaggio della donna che muovendo con furbizia le gambe lo fece cadere nella sua ragnatela. Si diedero un appuntamento alle 9 della stessa sera e la donna fece scivolare il suo indirizzo scritto a mano e su di un fogliettino, tra le banconote usate per pagare. La sera, puntuale, Gianni con entusiasmo si presentò a casa di Vanessa. La donna non gli diede nemmeno il tempo di entrare che gli saltò addosso e fecero l'amore per tutta la notte. Gianni non si stancava mai di assecondare le voglie di quella donna che sembrava impossessata dal piacere. Si contorceva tra le lenzuola e urlava dal piacere. Aveva un sapore buono e profumava di sesso. Per Gianni era la prima volta con una donna adulta, infondo lui aveva solo vent’anni e lei chissà quanti, ma non era importante. Il mattino seguente la donna era stupefatta e non credeva che quel ragazzo fosse stato capace di tanto, come mai nessuno prima di allora. Gli aveva regalato una notte di orgasmi continui e quando Vanessa lo salutò per andare a lavoro gli disse: “Tesoro tu hai un dono!" E lo guardò in basso...."puoi fare quello che vuoi con il tuo cxxx, usalo". Gianni tornò a casa all’alba e dopo qualche rimprovero fece colazione con la mamma. Non poteva non pensare alle parole di Vanessa. La madre, intanto, osservandolo gli chiese chi era la donna con cui aveva dormito e aveva fatto felice con il suo dono. Gianni meravigliato si alzò, uscì di casa e andò incontro alla sua sorte, al suo nuovo giorno….....

lunedì 27 aprile 2015

Gli uomini? Fuggono...più gli dai e più fuggono

Eravamo al bar, come ogni domenica pomeriggio, per il nostro consueto caffè. Parlavamo di uomini. Commentavamo che spesso quelli di oggi hanno "paura". Prima ti cercano, ti scrivono, sembrano interessati e poi spariscono. Io ormai ho rinunciato a capirli. Uno mi ha addirittura "bloccato" su Facebook, sarei una sorta di "stalker". Fortunato lui a non sapere cosa sia davvero una stalker. Scambiare l'affetto per ossessione, come si fa? Oggi che la frenesia dei tempi moderni ti fa consumare il sesso e l'amore come fossero un caffè. Dove amare sembra un'eresia. Basta, mi sono un po' scocciata di questa cosa. Quando sei freddo la gente crede che sei distante, snob, "montato". Quando ti decidi e ti "apri" facendo uscire fuori davvero quello che sei dicono che esageri. Dove sta la via di mezzo? Esiste? Io difficilmente mi affeziono, non mi piace dire "tvb" se non lo penso davvero. E difficilmente le persone riescono ad aprire una breccia nel mio cuore però quando lo fanno vorrei avere attenzione, l'attenzione che do io. Invece...invece di solito una volta che hanno ottenuto il mio pieno interesse le persone spariscono. Non riesco a capire se il problema sono io. Anzi, diciamolo, per un periodo ho pensato di essere davvero io il problema. Poi ho sentito le mie amiche che parlavano, sentivo le loro storie e mi rispecchiavo in pieno. "Quello non chiama più"... "mi ha bloccato su whatsapp" "Che ho fatto di sbagliato? Io gli ho soltanto detto quello che provo" "peccato mi mancava". E non è che la cosa valga solo per gli eterosessuali. I gay non sono da meno. "Ok, mi avete consigliato di scrivergli e da allora non l'ho sentito più". Ecco....andiamo bene... "ci mancavano". Quante volte l'ho pensato. Anche a me lui mancava, ma non potevo dirglielo, non dovevo dirglielo, quando gliel'ho detto si è chiuso a riccio. E' scomparso ed io ho fatto la figura della stupida. Quando vado sul cellulare e ripercorro la cronologia delle nostre telefonate mi accorgo di quanto sono stupida.
Io l'ho cercato sempre, salvo quando sono sparita per un mese. Aveva esagerato. Aveva detto cose bruttissime e io avevo deciso di chiudere questo strano rapporto d'amicizia. Poi lui è tornato. Come se non fosse passato neanche un giorno. Ha detto che mi vuol bene, e di più di quanto gliene voglio io. Nei mesi scorsi mi aveva detto che il nostro rapporto, strano, complesso, improbabile..un'amicizia mista a non si sa cosa, non sarebbe finito mai che però sarebbe stato perfetto quando entrambi avremmo trovato il nostro equilibrio sentimentale. E forse ha ragione.
Sono convinta che le persone nella vita non le incontriamo mai per caso. Fanno parte di un destino e quindi ogni presenza ha un significato. Quale sarebbe il suo? Forse quello di farmi capire che è ora di cambiare? Si può stare tanto male per uno che va e viene? Una volta gliel'ho scritto. Gli ho mandato una lettera e gliel'ho detto "non leggere questa lettera come quella scritta da una donna innamorata. Se lo fossi a quest'ora sarei sotto casa tua ad aspettare il tuo rientro per chiederti anche soltanto un bacio....Leggila, invece, come quella scritta da una donna che ti vuole bene perchè, in modo o in altro, ha visto in te una bella persona di quelle che ti arricchiscono quando ti permettono di far parte davvero della loro vita". E sapete che è successo? Niente...sto ancora aspettando una risposta.

martedì 14 aprile 2015

Il mio pianoforte

Chi ha la fortuna di amare la musica come me e di averla nel sangue,e' senz'altro una persona che può dare di più al prossimo, poiche' questa nobile arte, la Musica, modella l'anima a pensieri positivi, a mondi che ti regalano emozioni che a comprarle ci vorrebbe tutto l'oro del mondo.E poi tutto quello che appartiene al mondo della musica,gli spartiti, gli strumenti, i metodi per il solfeggio, ti rendono ricco di un tesoro che non daresti mai via. D'altronde il paese in cui vivo e' ricchissimo di musicisti, che molte volte hanno fatto assurgere Somma agli onori della gloria e non solo nazionale ma anche estera, cito alcuni nomi a dimostrazione di quanto scrivo, il bravissimo e professionalissimo giovane tenore Vincenzo Costanzo, gia' agli onori di importantissimi teatri nazionali e non, la bravissima Myriam Tancredi, vincitrice a Mosca di una delle piu' importanti gare di canto internazionali, e poi la professionalità del M.TO Rosanna Cimmino, Direttore della Consulta Musicale Vesuviana, il Maestro Alessandro Masulli, credo sia baritono e poi le tantissime realta' musicali del territorio e ce ne sono tante.Ma ritornando a prima ho fatto il censimento dei miei strumenti musicali che sono come figli per me, un piano da palco JAMAHA, due tastiere tecniks,quest'ultima acquistata da pochi giorni, un piano Roland da studio da tenere a casa, poi una fisarmonica 80 bassi che e' in riparazione, due armoniche a bocca, anzi tre di vecchia data, una chitarra classica, a me molto cara, un flauto dolce, un flauto soprano e un kazoo....Ma chi mi rende in paradiso e' il mio pianoforte, sembra che ogni tasto nero, quelli diesis e quelli bianchi, quando li accarezzo, ricambiano con una nota il mio gesto e tutte le note formano un armonia e poi una melodia.Il mio pianoforte, come se fosse la mia anima conosce i miei momenti di tristezza, i miei atti mi gioia, i miei tormenti dell'anima, la mia voglia di vivere, e sembra vivere con me questa mia vita da eterno sognatore. Saro' anche sciocco, ma nel momento in cui mi siedo sulla panchetta per iniziare a suonare, mi piace sfiorare la tastiera a mo' di carezza, quasi fosse una persona, sciocca considerazione di un fissato per la musica, ma la cosa mi fa' sentire bene.E poi il mio pianoforte non mi ha mai deluso ne tradito come tanti amici che poi amici in effetti non erano, e poi al momento opportuno, il mio pianoforte mi ricorda che sono un romanticone all'ennesima potenza e se lo ricorda quando si accorge che sto' suonano in ricordo di qualche anima femminile,......mi conosce bene e allora la sua voce, il suo timbro diventa piu' suadente, piu' caldo, piu' armonioso, piu' romantico.E allora egli e' il mio amico piu' sincero e quando nelle notti d'estate  il cielo e' trapuntato di stelle, lui mi invita a carezzare i suoi tasti, e credetemi, allora sono veramente felice.

lunedì 16 marzo 2015

C'era una volta...e l'appuntamento causato da un tamponamento stradale

C'era una volta una principessa, ehm...forse non era proprio una principessa ma VIVEVA IN UN CASTELLO... che non era proprio un castello...bhè, Insomma, questa fanciulla che non era nè una principessa nè aveva un castello sognava il principe azzurro! Ma di questi tempi grigi, se è difficile trovare un uomo decente, figuriamoci se è facile trovare il principe azzurro! Così lei viveva sempre sognando il grande incontro e, tra un link su Facebook , uno scatto su Instagram e i messaggi di Whatsapp, trovò anche il tempo di uscire e vivere la vita! -ahh! che bella cosa la vita reale!!- pensava mentre assaporava un delizioso cornetto caldo in una nota pasticceria(di cui non farò il nome perchè non amo la pubblicità occulta, ma vi dirò che la proprietaria si chiama Lina e la pasticceria sorge in un angolo e, in quel momento vide entrare una comitiva. Tra tutti spiccava un uomo: occhi neri, capelli ribelli lasciati volutamente disordinati, sorriso accattivante e perfetto . per un momento la nostra principessa fisso' il "principe". Ma il principe non fisso' lei! Nella speranza di rivederlo ogni sera tornò nel luogo dell'avvistamento e da buongustaia continuò ad assaggiare prelibatezze! Così, sera dopo sera, prelibatezza dopo prelibatezza, ritornò il principe che nemmeno questa volta la noto'. Un pò delusa torno alla sua vita ma, come tutte le favole che si rispettano, il destino le aveva preparato una sorpresa. Un bel giorno, guidando con la testa nelle nuvole e, sopratutto non rispettando la distanza di sicurezza tamponò una macchina! E chi poteva essere il tamponato? il principe!! Con fare nervoso e mano nei capelli scompigliati si diresse verso di lei che, ovviamente come tutte (o quasi) le principesse entrò in fibrillazione ed iniziò a tremare. -"non mi sembrava un urto così forte"!- e vista la situazione (e vista la" principessa" le propose di discutere "dell'incidente" davanti ad un caffè! Che cosa è successo poi?Se ci sarà un lieto fine io non lo sò...ma di certo tutte le sere c'è chi giura di vederli in quell'angolo che per loro è diventato il paradiso.

mercoledì 11 marzo 2015

Lei, lui e l'amica di famiglia

Nella nostra città spesso veniamo sconvolti da situazioni che ci invidiano pure gli sceneggiatori delle fiction. Ma in questo caso di finzione ce n'è ben poca. Ma partiamo dal principio.... Nella nostra "ridente" cittadina...tra le tante brave famigliole spiccano certe "donnine" mascherate da santine...che covano nell ombra.... Quello che andrò a raccontarvi ha "apparentemente" 3 protagonisti: lei(la moglie), Lui (il marito), L'altra (l'amante) Ok, direte voi....dov'è la novità. .. la novità c'è. ... perche l'altra (l'amante "pudica e riservata") frequentava la casa di lei come un amica pura e sincera.... Lei (la moglie splendida donna e meravigliosa persona) fiduciosa e socievole accettava tranquillamente queste frequentazioni di casa...come normali incontri tra donne per far giocare i bambini.... Lui (il marito di bell'aspetto) come nei migliori film...si è fatto rigirare dalla "gatta morta"...... E da un anno sotto gli occhi (foderati di prosciutto) di tanti...la tresca andava avanti....fino alla calata del siparietto. Cari amici...care amiche.... un vecchio detto dice....fidarsi è bene...ma non fidarsi è meglio....eh! Dimenticavo...certi vicchiarell dicono: "si chiuvesser tarall a Somma , ne cadrebbero pochi a terra.....meditate....meditate.... Il giustiziere sommese

Il rametto di mimosa

Era destino che prima o poi io aprissi quel libro dimenticato lì nella biblioteca, e tra le pagine sottili e ingiallite dal tempo, ho trovato un rametto di mimosa, rinsecchito dal tempo, ma pur sempre manteneva il suo aspetto. Ho cercato di ricordarmi perchè fosse conservato così in quel libro, ma non me ne sovviene la ragione. Poi come per un riflesso condizionato il mio pensiero e' andato a te, forse l'unica donna che ho veramente amato, ma comunque hai deciso di non far più parte della mia vita. Il nostro rapporto era diventato come questo rametto di mimosa rinsecchito, senza vita. Ma ricordo benissimo che l'unico fiore che ti faceva impazzire, addirittura più delle rose rosse erano le mimose, e allora appena giungeva il tempo di fioritura di questo albero, mi adoperavo per regalartene fasci interi e non aspettavo certo la festa delle donne per farlo e lo facevo fin quando i primi caldi non appassivano questi bellissimi fiori gialli. La nostra Somma e' ricchissima di piante o alberi di mimosa, alcuni addirittura di grande età e i proprietari spesso di buon grado permettono di tagliare qualche ramo fiorito, in genere i piu' bassi. Ecco io avevo un amico che ne aveva piu' di uno di alberi di mimosa, verso il fondo agricolo della vecchia masseria della Resina, e quindi ne facevo incetta per te, e ricordo il tuo inebriarti alla vista di questi meravigliosi rami fioriti e il tuo viso si illuminava di un sorriso che mi faceva impazzire. Oggi nel mentre scrivo e' la festa della donna, tanti auguri fatti alle mie amiche, alle donne che piu' o meno gravitano attorno alla mia esistenza, ma non ho mai piu' regalato nemmeno un rametto di mimosa, altri fiori si, ma la mimosa no, poiche' mi sembrava di tradire la memoria della nostra bellissima storia d'amore anche se poi e' finita male, pur amandoti tantissimo. Spero che tra i fiori che riceverai senza meno ci siano anche i rametti di mimose, così forse ti ricorderai anche un solo istante di me, poiche' forse io non ti ho mai veramente dimenticata. ORSO VESUVIANO

venerdì 20 febbraio 2015

Segretamente ...ti amo


Segretamente, pensavo al significato di questa parola, la si usa spesso per cercare di nascondere qualche sentimento, o qualcosa che si conosce da solo. Segretamente si ama, segretamente si odia, segretamente si ride, si piange, forse si vive, segretamente si pensa a sogni che da una vita ti proponi di realizzare.Spesso per meditare in santa pace, mi fermo per i viottoli giu' al vallone dietro la Chiesa di S.Maria a Castello, li in quel poco di pinetina, che spesso la pioggia rende non praticabile. E allora sotto gli alberi di pino, ritrovi le pigne secche, smembrate dai merli e dalle cornacchie per tirare fuori i pinoli, e mi piace cercare sui tronchi quella resina odorosa color ambra che chiamiamo incenso. Poi segretamente dal belvedere della piazzetta della chiesa, vedi tutta la valle vesuviana, e nei giorni di bel tempo vedi i capannoni della Fiat a Pomigliano, la statale 7 bis, quasi tutta a sinistra gli aerei che si accingono ad atterrare a Capodichino e poi di fronte a te i Monti dell'Appennino Campano. Pensi che la vita allora e' bella, che segretamente anche se ami una persona solo immaginare il suo volto, il suo sorriso, la sua vita di tutti i giorni ti fa' star bene. Diciamo di volerci bene, ma io all'amicizia tra un uomo e una donna non ci credo, esiste un punto estremo che una volta passato non e' piu' amicizia, ma e' un sentimento piu' forte. Vorrei gridartelo che ti amo, ma segretamente me lo tengo per me e non so' comprendere che senso ha quel tuo offrirmi a volte all'improvviso una carezza ed un bacio sulle labbra. Segretamente ti amo tanto da accontentarmi anche di pochi riflessi di vita, di una telefonata, di una pizza insieme, come e' strana la vita. C'e' chi palesemente ha detto di amarmi, mi corteggia e per un uomo e' il top, ma io segretamente non la amo e non le faccio il filo. Segretamente amo te......mistero della vita..........

giovedì 19 febbraio 2015

Lupa, il Fico, la Strega, il Demone di Curtaucci Fabula Bruscianese





Piano dissi a me stesso, cercando di rialzarmi,ero tutto dolorante, dopo molti tentativi,e con non pochi sforzi, finalmente mi ritrovai in piedi,adossato ad un grosso albero, la testa mi girava, ero tutto intontito, ma incominciai piano a focalizzare tutto cio' che era intorno a me', intravidi a terra non poco lontano, un corpo, una forma, qualcosa di bruno, non ci misi tanto per capire,era un grosso cane, o forse un lupo, di un pelo folto nero, scuro come un diavolo,stava li disteso, giaceva come morto, senza muoversi, lo osservai con piu' attenzione, avvicinandomi piano,evitando di calpestare il fogliame secco e di non fare il benche' minimo rumore,osservai con circospensione attento a qualsiasi movimento aveva gli occhi socchiusi attorniato da un velo di umori lucidi quasi ad esprimere la sua sofferenza, dal suo pelo fulvo rivoli di un colre rubino contrastava la la sua magnifica pelliccia quasi sporcandola, era sangue,capii' che doveva essere ferito,dovevo fare qualcosa, e presto,prima che morisse dissanguato,con timore cercai dandomi forza, di avvicinarmi il piu' possibile, per soccorrerlo, non me ne accorsi ma quanto gli fui molto vicino quasi a 'sentire il suo alito vitale e tremolante,in un baleno ,quasi magico lui apri' gli occhi' ed un anelito di vita sferzante lo animo' i suoi denti bianchi enormi ed appuntiti si digrignarono in una smorfia di sfida, facendomi capire che lui' era vivo e ancora con forza di combattere e per difendersi, il silenzio cadde tra noi due, ci osservammo a lungo studiandoci entrambi cercando di capire come e' chi doveva attaccare per primo, e chi doveva essere il vincitore colui che aveva diritto alla vita, una leggera pioggerellina incomincio' a scendere, in un cielo ormai carico di satolla di funesta e nerea pioggia , che piano divento' un diluvio, le sbiadite foglie secche del bosco incominciarono quasi come una danza, a muoversi trascinate dai piccoli rivoli d'acqua che si formavano in pozze piu' grandi e crescenti, e noi li' immobili a confrontarci, attimi ,forse ore, sembrava che il tempo si fosse fermato, un tempo infinito, lui, il lupo, non so' forse se lo feci io, abbasso' gli occhi o li abbassammo entrambi stanchi di affrontarci, ed io capii' che voleva essere aiutato, mi avvicinai con timore e la paura di essere azzannato, piano, ma i suoi occhi mi fecero capire che la lotta era solo rimandata, energicamente ,con forza non mia , cercai senza fargli del male, di sorreggerlo tra le mie braccia, un latrato di dolore o forse un richiamo, a chi, o cosa, non so', un guaito, di richiamo, forte, mi fece capire che non dovevo aver paura di lui, cominciai il mio cammino con una nuovo amico, anche se ferito in modo alquanto serio, lui o lei, dopo me ne accorsi, non era un lupo ma una femmina, una lupa, camminavo in un intricata selva fitta di selci che ostacolavano il mio cammino, fatti di grandi abeti che sfidavano il cielo che non riuscivo a intravedere per il forte temporale, ed io col mio fardello di carne e sangue fradicio di acqua a cui mi aggrappavo e tenendolo stretto per infondergli quel poco calore che il mio corpo emanava, cercando, di orizzontarmi , e di trovare un posto all' asciutto ove riparare, per me e per la mia amica, ma tutto era uguale e le nuvole stracolme di acqua, venivano giu' colpendomi con forza quasi a castigarmi e mi riusciva difficile capire ove mi trovassi, ma la forza che anelava in me' era cosi' forte, che non ne sentivo il peso, e neanche la stanchezza, ed i miei passi erano cosi' leggeri, quasi guidati da un istinto, l'istinto ribelle, che preserva la vita, un' attimo, suggestione? un leggero fruscio alle mie spalle, mi girai piano quasi di soppiatto osservando con intensità' ove il mio sguardo piu' lontano potesse arrivare , mi accorsi di qualcosa, una figura, un ombra tra gli alberi, mi seguiva non ne ero certo ma il mio istinto mi metteva in guardia un sesto senso, mi avvisava di un pericolo, imminente, e forse tragico, c'era qualcosa, non riuscivo a capire ma c'era qualcosa che non era tanto lontano da me e, si nascondeva e mi seguiva nel piu' folto degli alberi non so cosa era, mi fermai di colpo, tutto si zittiva un fremito mi pervase il corpo, il cuore mi batteva forte quasi impazzito, il suo pulsare lo sentivo forte,rimbombando nelle mie orecchie quasi scoppiare, la mia fronte ed il mi capo fradicio e bagnato improvvisamente grondavano piccole perline di sudore , avevo caldo molto caldo , era paura, una paura che ti immobilizza , che ti attanaglia la gola e non ti fa capire piu' niente, e non riesci piu' a ragionare, con disperazione cercai portandomi alla cintola, di afferrare il mio pugnale, il mio fedele amico colui, che in tante avventure mi aveva salvato la vita, la mia mano tocco' il niente, non c'era , ero indifeso, non avevo nulla con cui barattare e difendere la mia misera vita,un pensiero folle attraverso' come un fulmine la mia non piu' sagace mente, lo avevo perso? o forse chi o qualcuno di chi mi aveva colpito me lo aveva tolto solo allo scopo di rendermi indifeso? la paura che prima aveva preso posto nel mio pavido e debole corpo si trasformo' piano piano in terrore prima alquanto sopportabbile, ma poi sopraggiunse piu' forte, come un rantolo di morte, imminente, ove non puoi piu' sottrarti , uguale ad un gelido rigurgito che rifiuta la vita, ove tu non sei, e non rappresenti che il niente, e pensi che tutto sia finito, ma??????????
 Poi vi raccontero''''''' in seguito se sarete ancora qua'

Nanù

Aspettando




Aspettando, il tempo trascorso in un mesto silenzio,
Sapere che sei li' e non potere cambiare le cose,
Essere solo, perche' troppo debole nei confronti dei tuoi mancati ideali,
Vivere in apatia sorridendo,finzioni che ti lasciano stanco,
Ma tu non sei niente, ma ti immedesimi in ciò', ove le cose che pensi aborriscono alle interpretazioni,
Ci sei?,cosa? sono io? per favore lasciami entrare ,dove? in te, ne ho bisogno,
Attendo,prima che mi raggiunga il perche' sono nato ora?
Vorrei tornare in tempo per non sentirti piangere,
Vorrei che il vento fermasse le tue lacrime,
Vorrei non sentirmi in colpa per le tue guance arrossate dal pianto ,non lo meriti,
Vorrei che l'alba non iridasse il nuovo giorno, per solo non vederti infelice,
Luci, attimi,voci,tempo, vorrei vorrei,
Non si può' fermare ciò' che si e' incominciato,
Non si può' privare a chi crede i propri sogni,
Non potrò' mai fermare il tempo,solo per non vederti invecchiare nel tempo,
Non si può' credere in tutto ciò' che ci circonda o ciò' che e' male,
Non puoi rifiutare il mio sorriso,non puoi chiudere la tua vita in un attimo
Non puoi rifiutare i miei sorrisi ,il mio amore , i miei sogni
Il tempo, verro ricompensato? forse?, tendimi le tue mani se puoi, cosa?
Potrei, ma non posso ,i tuoi occhi grandi,attoniti, immensi, lucidi, perché'?
Sono entrato, non piangere,non lo meriti, lo faro' io,
Il tempo, apparire ,ed essere incauti nelle tue decisioni,momenti, idee,tante, confusione,
Ti ho aspettato, ma tu non c'eri, forme, figure, tutto ciò' che vive,
Meteore evanescenti,ferme, nel silenzio, cosa?, perché'?
Io sto' qui' a sentirti senza parlare,vorrei andarmene, ma ,non posso,
Gioie remote mangiano i miei pensieri,io sono qui,ed aspetto le tue decisioni,
Non so' se verrai, le mie ombre mi lasciano stupito,anche quando scompaiono,
Sei bella, mi mancherai, quante vite trascorse, solo per conoscerti,
Il tempo ,immane,desiderando, che fermasse i tuoi pensieri,quando, cosa dici, non capisco,
Senza di te non saprei cosa fare,sorrisi che si nascondono alla vanità', perché' osceni,
Vivo in un sortilegio, apri,voglio entrare,magia, non vieni, io sono solo, non ho piu' niente,
Vorrei che tu guardassi nei miei occhi,vedi, non dicono bugie, ma comunque lacrimano,
Vorrei che tu toccassi le mie mani,sono limpide, perché' non hanno fatto mai violenza,
Vorrei, che tu guardassi nel mio cuore, traspare di amore,
Nella mia mente solo pensieri felici,
Vorrei ritrovarmi in te solo per insegnarmi,
Se solo tu avessi tempo, tempo che tu non puoi quantificare,
Le ingenue carezze, sono svanite,lasciando solo una scia di silenzio,
Tempo,tempo, era ora, era ieri era domani,non so quando,
Quanto tempo,ormai a ciò' non so rispondere,
stare qui seduto con le mani nei capelli oramai gia' bianchi
e pensarti intensamente
quanti ricordi,
sbiaditi, come il tuo viso che piano ha incontrato il tempo
la forza di un amore che ora e' ancora intenso e ogni giorno
mirandoti mi rende piu' forte
grazie per tutti i sorrisi che non ho meritato !
Nanu'