mercoledì 19 agosto 2015

Cronache dal Pianeta Coppia

Penso davvero che dovrebbero istituire un galateo per soli uomini con tanto di "regole del bon ton"e con l'elenco delle frasi da non dire mai, neanche sotto tortura, ad una Donna! Sarò sintetica: oggi fa caldissimo e Mister T. avrà detto circa 20 volte che è stanco, che non ne può più di andare in giro in auto con questo caldo e ha maledetto in aramaico antico la concessionaria che non gli ha ancora consegnato la moto nuova. Sono in cucina a riordinare, di spalle appoggiata sul lavello e sento che il mio lui si sta avvicinando a me e, romantica quale sono, penso che adesso mi cingerà, mi darà un bacio sul collo e una mano viva da qualche parte...un tuffo al cuore che dura 3 secondi: "Vedi?? Segna 37.3...non va...non funziona questo coso!" Uhm...qualcosa mi ha appoggiato sul collo... il puntatore del termometro digitale. Non ho parole!!! A sentir lui siamo una coppia sposata normale, che fa le cose normali(casa, lavoro, cinema, teatro...). Voglio sotterrarmi!!! Siamo "normali". Urge definizione, prego. Benedetti codici linguistici! Veramente io e Mister T. parliamo due lingue diverse? TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA ON THE ROAD: Per ravvivare l'atmosfera ecco la lista di piccoli accorgimenti per facilitare l'impresa: 1) Candela bio alla vaniglia: appena accesa scoprirete di che pasta è fatta il vostro uomo, se è romantico starà al gioco, in caso contrario o vi dirà che non siete a un funerale o che evoca il crepitio del legno che brucia,stile,"atmosfera da chalet in montagna" ,ma siamo in estate e l'inverno è terminato,vi inviterà gentilmente a spegnerla; 2) Olio da massaggio: "... per grandi massaggi che fanno bene alla vita di coppia e all'autostima..."da provare,sperando che dopo 2 minuti il vostro lui non si senta così "impiastricciato" da fiondarsi sotto la doccia; 3) tabellone puzzle con i dadi dell'amore: di solito funziona per stuzzicarsi a vicenda,sconsigliato se il vostro uomo è pigro; 4) completini intimi "risveglia mariti": se non hanno sortito l'effetto desiderato evidentemente o i completini non sono stati compresi o è la modella che deve proporsi in maniera diversa; 5) le spezie: gli uomini si prendono anche per la gola, se poi la cannella sta al vostro lui come l'aglio sta ai vampiri,dirigetevi verso il curry o il peperoncino; 6) Seguendo la tecnologia ci si potrebbe messaggiare durante la giornata...un sms piccante giusto per accendere la fiammella(che diventerà poi fuoco); 7) Ultimo ma fondamentale: il corteggiamento. Quando siete in casa non fatevi trovare con le tutone e gli slip della nonna(ogni uomo richiuderebbe , appena rientrato in casa, la porta nel vedervi così!),preparatevi come quando eravate fidanzati,con la stessa emozione scegliete il vestito giusto e gli accessori,anche se vivete insieme da anni,è una forma di rispetto per se stesse e di cortesia e seduzione nei confronti di chi amiamo(ovviamente questo vale anche gli uomini!). Questa sera andiamo al cinema e voi che fate? Dafne.

HO VOGLIA DI LEGGEREZZA

Questa sera ho voglia di leggerezza. Ti guardo e mi dico che ho ancora tanto da imparare ... Sono appena ritornata da lavoro, mi lamento perchè la giornata è stata dura ma tu sei lì, beato, sul divano a giocare con la playstation, incurante di tutto e tutti. E in cuor mio ti definisco un egoista, poco sincero... trascurato... Ma non ti perdi mai in lamenti, al contrario di me che mi agito subito, ti diverti con poco, basta un film, una birra o una partita alla tv, e se qualcosa non va come dovrebbe guardi avanti tanto prima o poi si risolverà. Ho tanto da imparare ancora, da te, Uomo, che mi stai accanto ogni giorno, che vedi i miei difetti e ne sorridi, che sei sempre di buon umore non complicandoti la vita inutilmente. Grazie per la tua leggerezza. DAFNE.

giovedì 7 maggio 2015

La comitiva di commercialisti e la voglia di festa

Dopo una giornata di lavoro decidi di andare a fare due chiacchiere al tuo bar, quello che ormai è diventato la tua seconda casa e ti imbatti in una comitiva di commercialisti in vena di far festa. Tu stai per prenderti un caffè ed invece il caffè lo devi posare. "Brinda" ti dice un ragazzo che conosci da una vita, e ti piazza un flûte in mano, "chiama le tue amiche, stasera si festeggia". E dopo qualche minuto sei lì a festeggiare con loro il brillante risultato conseguito da un loro amico, e bevi, uno, due, tre bicchieri di "Veuve Clicquot". Parli, ti racconti, ti chiedono che fai e poi ti accorgi di come una serata che sembrava banale si trasforma in una mezza festa, loro si mettono a ballare, fanno battute rubate a "Made in Sud" "Assassina! Esigente! Ti piacciono i superpoteri!!!" ecco materializzarsi i tormentoni di #Pigroman.... uno di loro si sofferma sul colore rosso del mio rossetto, mi chiede se è "indelebile"... ma non ci bado troppo, io agli uomini bado sempre poco....mentre si scherza sugli impegni lavorativi che hanno l'indomani e che dovranno affrontare dopo aver "bevuto".... sentiamo una vocina dire: "Mi sono bagnata", è la più giovane della comitiva, e gli altri le fanno eco ridacchiando sul come e sul quando....da lì altre battute e io penso che forse ci scriverò un racconto su "Passioni Vesuviane" e loro...."no non farlo, che vergogna". E perchè vergogna? Del resto abbiamo soltanto scherzato e ci è uscito un invito per una prossima festa, vera però con tanto di karaoke. "Porta chi vuoi", mi dice il mio amico andando via ed io penso che ci andrò, conoscere gente nuova fa sempre bene. E mi allontano sorridente pronta a tornare a casa, quando dietro l'angolo lo incontro:sta lì fermo ed io gli passo accanto indifferente. Che bella cosa l'indifferenza, ma vale soltanto se l'altro se ne accorge. Se ne sarà accorto? Intanto per la prima volta vederlo non mi ha fatto venire voglia di fermarmi, di salutarlo, di sorridergli. Bene, brava ragazza continua così.

mercoledì 6 maggio 2015

Un figlio, i dubbi, l'aborto?

Era stato deciso tutto. C’era troppa differenza d’età e non le era sembrato il caso tenerlo. Non c’era più molta voglia di pannolini e notti insonni. Chiara aveva quarant’anni e di figli ne aveva cresciuti già tre; tutto andava bene per quel che poteva, anche quando i soldi erano pochi e quello che all’inizio sembrava l’amore della sua vita si era rivelato il più grosso degli errori. L’appuntamento era stato fissato proprio per quella mattina, ma Chiara non aveva dormito. Fuori diluviava e Chiara non aveva voglia di alzarsi. I pensieri si affollavano nella mente e all’alba di quel giorno non era più tanto sicura di volersi liberare di quel fagiolino che le cresceva nella pancia. Riccardo non era rientrato per l’ennesima notte, ma tanto lei non ci faceva più caso: ormai lui poteva quello che voleva! Ricordava le parole di sua nonna, l’unica alla quale non aveva potuto nascondere niente. Erano impresse le parole che la buona nonna le aveva ripetuto tante volte, anche quel mattino quando casa sua profumava di fiori d’arancio. “Chiara non avrebbe dovuto sposarsi forse” si ripeteva spesso guardandosi allo specchio. Ma, immediatamente ricordava Francesco, Mario e Roberto, e tutto si colorava di giallo, di verde, di blu … In fretta, si alzò dal letto e corse alla finestra. Le pareva di non riconoscere più né il campanile né il parco … Fuori era diventato tutto grigio e la pioggia batteva contro i vetri. Ripensava spesso alle parole di sua nonna, l’unica che forse le aveva consigliato col cuore. Riccardo non era cattivo, e anzi, forse a modo suo le voleva bene. Ma, lei aveva bisogno di qualcuno che la facesse sentire importante, che la sostenesse, e semplicemente la amasse. E, Riccardo aveva i suoi interessi, il suo lavoro e le partite a carte con gli amici. Certo, amava bere, qualche fumata di marijuana, ma non era mai venuto meno ai suoi obblighi, tra la spesa e le bollette. A Chiara bastava questo e mai per una volta aveva, infondo, pensato di lasciarlo. Qualcuna delle sue amiche non condivideva quella situazione ma lei stava tutto bene così. Aveva perso l’abitudine dei caffè o degli aperitivi al bar e aveva lasciato stare i pomeriggi per lo shopping. Chiara aveva trovato altri impegni, tra la scuola e gli sport dei ragazzi. Aveva tagliato anche la sua coda bionda e aveva scelto un taglio più pratico. Tra un pensiero e l’altro, Chiara aveva dimenticato che l’appuntamento era stato fissato per le 10,00, da quella segretaria con gli occhi cattivi. Così, svegliò i ragazzi e preparò la colazione. D’un tratto il suono del campanello le ricordò che doveva far presto se voleva trovarsi per quell’ora dall’altro capo della città. Silvia era immobile sul pianerottolo e si offrì di portare lei i ragazzi a scuola. Chiara capì che dopo i pensieri, qualcosa era cambiato: non era più tanto sicura di abortire e aveva pensato che sarebbe potuta essere una femmina. Una splendida bambina bionda alla quale avrebbe potuto insegnare cose che lei aveva cercato di tenere nascoste, nella mente e nel cuore. Avrebbe potuto riordinarle i capelli i capelli e insegnarle a pattinare. E, così scelse di non andare. Avrebbe trovato le parole giuste per parlare con Riccardo, che nella sua immaturità si sarebbe fatto peso anche di un altro figlio. Che sarebbe stata una bambina, alla quale forse Chiara, un giorno, avrebbe raccontato di un mattino di pioggia.

lunedì 4 maggio 2015

Storia di un gigolò

Gianni era un ragazzo felice, viveva in provincia e i genitori avevano un negozio di scarpe. Non era nato con la camicia e non sapeva ancora di avere un dono che gli avrebbe cambiato la vita e avrebbe reso felice molte donne. Ci mise poco a capire tutto, in un giorno qualunque, quando nel negozio si trovò da solo ed entrò una signora ben vestita e di ottimo aspetto. Tra un cambio di scarpe e l'altro non si fece scappare il messaggio della donna che muovendo con furbizia le gambe lo fece cadere nella sua ragnatela. Si diedero un appuntamento alle 9 della stessa sera e la donna fece scivolare il suo indirizzo scritto a mano e su di un fogliettino, tra le banconote usate per pagare. La sera, puntuale, Gianni con entusiasmo si presentò a casa di Vanessa. La donna non gli diede nemmeno il tempo di entrare che gli saltò addosso e fecero l'amore per tutta la notte. Gianni non si stancava mai di assecondare le voglie di quella donna che sembrava impossessata dal piacere. Si contorceva tra le lenzuola e urlava dal piacere. Aveva un sapore buono e profumava di sesso. Per Gianni era la prima volta con una donna adulta, infondo lui aveva solo vent’anni e lei chissà quanti, ma non era importante. Il mattino seguente la donna era stupefatta e non credeva che quel ragazzo fosse stato capace di tanto, come mai nessuno prima di allora. Gli aveva regalato una notte di orgasmi continui e quando Vanessa lo salutò per andare a lavoro gli disse: “Tesoro tu hai un dono!" E lo guardò in basso...."puoi fare quello che vuoi con il tuo cxxx, usalo". Gianni tornò a casa all’alba e dopo qualche rimprovero fece colazione con la mamma. Non poteva non pensare alle parole di Vanessa. La madre, intanto, osservandolo gli chiese chi era la donna con cui aveva dormito e aveva fatto felice con il suo dono. Gianni meravigliato si alzò, uscì di casa e andò incontro alla sua sorte, al suo nuovo giorno….....

lunedì 27 aprile 2015

Gli uomini? Fuggono...più gli dai e più fuggono

Eravamo al bar, come ogni domenica pomeriggio, per il nostro consueto caffè. Parlavamo di uomini. Commentavamo che spesso quelli di oggi hanno "paura". Prima ti cercano, ti scrivono, sembrano interessati e poi spariscono. Io ormai ho rinunciato a capirli. Uno mi ha addirittura "bloccato" su Facebook, sarei una sorta di "stalker". Fortunato lui a non sapere cosa sia davvero una stalker. Scambiare l'affetto per ossessione, come si fa? Oggi che la frenesia dei tempi moderni ti fa consumare il sesso e l'amore come fossero un caffè. Dove amare sembra un'eresia. Basta, mi sono un po' scocciata di questa cosa. Quando sei freddo la gente crede che sei distante, snob, "montato". Quando ti decidi e ti "apri" facendo uscire fuori davvero quello che sei dicono che esageri. Dove sta la via di mezzo? Esiste? Io difficilmente mi affeziono, non mi piace dire "tvb" se non lo penso davvero. E difficilmente le persone riescono ad aprire una breccia nel mio cuore però quando lo fanno vorrei avere attenzione, l'attenzione che do io. Invece...invece di solito una volta che hanno ottenuto il mio pieno interesse le persone spariscono. Non riesco a capire se il problema sono io. Anzi, diciamolo, per un periodo ho pensato di essere davvero io il problema. Poi ho sentito le mie amiche che parlavano, sentivo le loro storie e mi rispecchiavo in pieno. "Quello non chiama più"... "mi ha bloccato su whatsapp" "Che ho fatto di sbagliato? Io gli ho soltanto detto quello che provo" "peccato mi mancava". E non è che la cosa valga solo per gli eterosessuali. I gay non sono da meno. "Ok, mi avete consigliato di scrivergli e da allora non l'ho sentito più". Ecco....andiamo bene... "ci mancavano". Quante volte l'ho pensato. Anche a me lui mancava, ma non potevo dirglielo, non dovevo dirglielo, quando gliel'ho detto si è chiuso a riccio. E' scomparso ed io ho fatto la figura della stupida. Quando vado sul cellulare e ripercorro la cronologia delle nostre telefonate mi accorgo di quanto sono stupida.
Io l'ho cercato sempre, salvo quando sono sparita per un mese. Aveva esagerato. Aveva detto cose bruttissime e io avevo deciso di chiudere questo strano rapporto d'amicizia. Poi lui è tornato. Come se non fosse passato neanche un giorno. Ha detto che mi vuol bene, e di più di quanto gliene voglio io. Nei mesi scorsi mi aveva detto che il nostro rapporto, strano, complesso, improbabile..un'amicizia mista a non si sa cosa, non sarebbe finito mai che però sarebbe stato perfetto quando entrambi avremmo trovato il nostro equilibrio sentimentale. E forse ha ragione.
Sono convinta che le persone nella vita non le incontriamo mai per caso. Fanno parte di un destino e quindi ogni presenza ha un significato. Quale sarebbe il suo? Forse quello di farmi capire che è ora di cambiare? Si può stare tanto male per uno che va e viene? Una volta gliel'ho scritto. Gli ho mandato una lettera e gliel'ho detto "non leggere questa lettera come quella scritta da una donna innamorata. Se lo fossi a quest'ora sarei sotto casa tua ad aspettare il tuo rientro per chiederti anche soltanto un bacio....Leggila, invece, come quella scritta da una donna che ti vuole bene perchè, in modo o in altro, ha visto in te una bella persona di quelle che ti arricchiscono quando ti permettono di far parte davvero della loro vita". E sapete che è successo? Niente...sto ancora aspettando una risposta.

martedì 14 aprile 2015

Il mio pianoforte

Chi ha la fortuna di amare la musica come me e di averla nel sangue,e' senz'altro una persona che può dare di più al prossimo, poiche' questa nobile arte, la Musica, modella l'anima a pensieri positivi, a mondi che ti regalano emozioni che a comprarle ci vorrebbe tutto l'oro del mondo.E poi tutto quello che appartiene al mondo della musica,gli spartiti, gli strumenti, i metodi per il solfeggio, ti rendono ricco di un tesoro che non daresti mai via. D'altronde il paese in cui vivo e' ricchissimo di musicisti, che molte volte hanno fatto assurgere Somma agli onori della gloria e non solo nazionale ma anche estera, cito alcuni nomi a dimostrazione di quanto scrivo, il bravissimo e professionalissimo giovane tenore Vincenzo Costanzo, gia' agli onori di importantissimi teatri nazionali e non, la bravissima Myriam Tancredi, vincitrice a Mosca di una delle piu' importanti gare di canto internazionali, e poi la professionalità del M.TO Rosanna Cimmino, Direttore della Consulta Musicale Vesuviana, il Maestro Alessandro Masulli, credo sia baritono e poi le tantissime realta' musicali del territorio e ce ne sono tante.Ma ritornando a prima ho fatto il censimento dei miei strumenti musicali che sono come figli per me, un piano da palco JAMAHA, due tastiere tecniks,quest'ultima acquistata da pochi giorni, un piano Roland da studio da tenere a casa, poi una fisarmonica 80 bassi che e' in riparazione, due armoniche a bocca, anzi tre di vecchia data, una chitarra classica, a me molto cara, un flauto dolce, un flauto soprano e un kazoo....Ma chi mi rende in paradiso e' il mio pianoforte, sembra che ogni tasto nero, quelli diesis e quelli bianchi, quando li accarezzo, ricambiano con una nota il mio gesto e tutte le note formano un armonia e poi una melodia.Il mio pianoforte, come se fosse la mia anima conosce i miei momenti di tristezza, i miei atti mi gioia, i miei tormenti dell'anima, la mia voglia di vivere, e sembra vivere con me questa mia vita da eterno sognatore. Saro' anche sciocco, ma nel momento in cui mi siedo sulla panchetta per iniziare a suonare, mi piace sfiorare la tastiera a mo' di carezza, quasi fosse una persona, sciocca considerazione di un fissato per la musica, ma la cosa mi fa' sentire bene.E poi il mio pianoforte non mi ha mai deluso ne tradito come tanti amici che poi amici in effetti non erano, e poi al momento opportuno, il mio pianoforte mi ricorda che sono un romanticone all'ennesima potenza e se lo ricorda quando si accorge che sto' suonano in ricordo di qualche anima femminile,......mi conosce bene e allora la sua voce, il suo timbro diventa piu' suadente, piu' caldo, piu' armonioso, piu' romantico.E allora egli e' il mio amico piu' sincero e quando nelle notti d'estate  il cielo e' trapuntato di stelle, lui mi invita a carezzare i suoi tasti, e credetemi, allora sono veramente felice.